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Tumore dopo missione Nato in Kosovo, riconosciuta la causa di servizio
Dopo sei anni, un primo diniego e
una lunga battaglia giudiziaria e amministrativa, arriva il
riconoscimento della dipendenza da causa di servizio per il
carcinoma papillare della tiroide di cui è affetto un
luogotenente dei carabinieri, tuttora in servizio nella Bassa
Friulana.
Il militare si era ammalato dopo aver partecipato alla
missione Nato Kfor in Kosovo. La domanda era stata presentata
nel 2020, ma il Comitato di Verifica aveva espresso parere
negativo, ritenendo non sufficientemente documentata una
esposizione specifica a fattori cancerogeni. Il militare,
assistito dall'avvocato Andrea Bava del Foro di Genova, aveva
quindi avviato una battaglia giudiziaria.
La svolta era arrivata con la sentenza 173/2024 del Tribunale
di Pordenone, che aveva riconosciuto il militare equiparato a
vittima del dovere in relazione alla missione svolta dal 12
gennaio 2007 al 5 gennaio 2008. Il carabiniere, allora Capo
Analisi della Cellula G2 del Reggimento Msu-Kfor, aveva operato
in aree interessate da precedenti bombardamenti, in condizioni
ambientali e operative caratterizzate dall'esposizione a
nanoparticelle di metalli pesanti e sostanze nocive. I relativi
decreti concessivi dei benefici erano stati emanati il 7 maggio
2025. Restava però il diniego sulla causa di servizio. Ora il
Comitato di Verifica, alla luce della sentenza e dei successivi
provvedimenti dell'Amministrazione, ha ritenuto che il
precedente giudizio "non può più ritenersi attuale",
riconoscendo il carcinoma e la conseguente tiroidectomia totale
come dipendenti da fatti di servizio. La patologia è stata
ricondotta alle particolari condizioni ambientali e operative
della missione, considerate causa o "concausa efficiente e
determinante".
"Oggi posso finalmente dire che è stata resa giustizia fino
in fondo - è il commento che il luogotenente (il quale non
intende rivelare il suo nome) ha rilasciato all'ANSA - Ho avuto
una fortuna enorme: ho avuto il tempo. Sono ancora qui, ho avuto
la forza di affrontare la malattia, di aspettare e di continuare
a lottare. Penso ai tanti militari che non hanno avuto questa
possibilità e alle loro famiglie. Una giustizia che arriva dopo
anni rimane giustizia, ma per chi non ha avuto il tempo di
aspettarla rischia di arrivare troppo tardi".
Tumore dopo missione Nato in Kosovo, riconosciuta la causa di servizio
UDINE,
13 agosto 2026, 18:18
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