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Oxford Economics, 'più che il caldo l'Europa deve temere l'inverno'
L'Europa è alle prese con un'altra
ondata di calore, ma il prossimo inverno potrebbe essere "il più
difficile da quello del 2021-2022 in termini di forniture di
energia". Lo sostengono gli analisti di Oxford Economics, che in
uno studio indicano come "si sono materializzati diversi rischi
sulle forniture di gas, con scorte storicamente basse a pochi
mesi dall'inizio della stagione fredda". Questo, a loro dire,
"potrebbe portare l'inflazione sopra il 3,5% a fine anno, per
mantenersi sopra il 3% nel 2027, dando fiato ai falchi della Bce
in tema di tassi".
In ogni caso, "a differenza dell'inverno del 2021-2022, la
carenza fisica di gas è solo un rischio remoto, in quanto oggi
c'è un'offerta globale maggiore di gas naturale liquefatto (Gnl)
e ci sono più terminal di importazione attivi".
"Lo stretto di Hormuz rimane effettivamente chiuso -
osservano - e le interruzioni della produzione norvegese di gas
sono aumentate". "Inoltre - sottolineano - il gas naturale ha
sopperito alla minor produzione idroelettrica e delle centrali
nucleari". "Sebbene l'Ue abbia ridotto i propri consumi di gas
del 15/20% negli ultimi anni - sottolineano - il continente
rimane fortemente legato all'andamento climatico dei mesi
invernali e una stagione più fredda del normale potrebbe far
balzare i prezzi del gas".
Secondo gli analisti di Oxford Economics "la Russia rimane un
jolly e vale ancora circa il 15% delle importazioni europee di
gas". "Un altro taglio unilaterale nelle forniture, come avvenne
tra il 2021 e il 222 - proseguono - potrebbe portare a una nuova
spirale dei prezzi, con timori per una carenza materiale di
gas". "Si tratta di un rischio remoto - precisano - ma l'Ue
potrebbe essere costretta a dover sospendere l'embargo sul gas
russo".
Oxford Economics, 'più che il caldo l'Europa deve temere l'inverno'
MILANO,
14 agosto 2026, 11:16
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