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Bucci: "Ponte Morandi, otto anni fa Genova veniva colpita al cuore"
"Otto anni fa, alle 11.36, Genova veniva colpita al cuore. 43 vite spezzate, un dolore che appartiene alle loro famiglie e a un'intera città. La memoria non deve essere una candela che il tempo consuma, ma una brace che continua ad ardere. Sta a tutti noi, ogni 14 agosto, rinfocolarla e tenere viva la fiamma del ricordo". Con queste parole, il presidente della Regione Liguria Marco Bucci ha ricordato questa mattina, attraverso un post sui propri canali social, le 43 vittime del crollo di ponte Morandi, avvenuto il 14 agosto 2018. Il post è stato pubblicato contestualmente anche sui canali social di Regione Liguria, in occasione dell'ottavo anniversario della tragedia.
Il ricordo delle vittime è stato affidato anche al ledwall della sede di Regione Liguria, in piazza De Ferrari a Genova. Da ieri sera, giovedì 13 agosto, e per tutta la serata di oggi, venerdì 14 agosto, sullo schermo viene trasmesso un video dedicato alle 43 persone che persero la vita nel crollo: i loro nomi scorrono, uno per uno, sul palazzo dell'Ente, nel cuore della città, come segno di memoria e vicinanza alle famiglie, nell'ottavo anniversario di una tragedia che ha segnato profondamente Genova e l'intera comunità ligure.
"Otto anni fa il crollo del Ponte Morandi spezzava 43 vite e feriva Genova e l'Italia intera. Nel giorno del ricordo di una tragedia così sconvolgente, il pensiero va anzitutto alle vittime e ai loro familiari, il cui dolore non può essere lenito da nessuna sentenza, nemmeno quelle di primo grado arrivate in questi giorni per i dirigenti pubblici e privati ritenuti, a vario titolo, responsabili del disastro". Lo ha dichiarato il presidente del Cnel, Renato Brunetta, in una nota in occasione dell'ottavo anniversario del crollo del Ponte Morandi, a Genova.
"La ricostruzione in tempi rapidi del viadotto sul Polcevera, snodo fondamentale per la Liguria e per l'intero sistema logistico nazionale, ha dimostrato che l'Italia sa fare presto e bene, e quella stessa capacità va ora messa al servizio di una sfida più grande: dotare il Paese di una vera 'cultura della manutenzione'. Un patrimonio infrastrutturale che ha superato i 60 anni di vita, costruito con materiali che degradano più rapidamente di quanto si prevedesse, chiede cura costante e programmata, a cominciare dagli edifici scolastici, che custodiscono per molte ore al giorno i nostri giovani, per arrivare alle opere strategiche per la competitività, dalle strade ai porti agli aeroporti", aggiunge Brunetta."La manutenzione è un investimento che genera occupazione qualificata, allunga la vita delle opere, accresce il valore del patrimonio pubblico e tiene insieme i territori, perché le infrastrutture sono un organismo interdipendente in cui ogni opera vive delle altre. La sicurezza, a partire dalla tutela dei lavoratori e dei cittadini, è il primo volano della crescita economica e culturale del Paese. Prendersi cura di ciò che abbiamo costruito - conclude - significa creare valore per chi verrà. Perché un altro 14 agosto 2018 non debba più ripetersi".