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OpenAI porta ChatGPT in Samsung, il ban del 2023 è superato
OpenAI porta ChatGPT Enterprise e Codex dentro Samsung Electronics, con un rollout destinato a tutti i dipendenti in Corea e alla forza lavoro globale della divisione DX. Il fatto conta perché chiude, almeno per una parte rilevante del gruppo, la fase di prudenza estrema nata dopo il blocco interno del 2023 sugli strumenti di intelligenza artificiale generativa.
L'accordo copre una platea molto ampia: da un lato il personale Samsung in Corea, dall'altro tutti i dipendenti della divisione Device eXperience, quella che gestisce smartphone Galaxy, TV, elettrodomestici e buona parte dell'ecosistema consumer. Non si tratta quindi di una sperimentazione limitata a un laboratorio o a un team di sviluppo, ma di una distribuzione trasversale a funzioni tecniche e non tecniche.
La differenza rispetto all'uso libero dei chatbot pubblici sta nel perimetro enterprise. ChatGPT Enterprise include strumenti di data protection, gestione utenti, controlli di accesso e supervisione della sicurezza, elementi necessari per far convivere modelli linguistici e informazioni aziendali sensibili. Per un gruppo come Samsung, il punto non è soltanto aumentare la produttività, ma farlo senza perdere il controllo su dati, log, permessi e policy interne.
Codex avrà un ruolo altrettanto centrale: nasce come agente per scrivere, revisionare e correggere codice, ma viene ormai spinto anche verso workflow più ampi, come la creazione di strumenti interni, pagine, automazioni e prototipi software. La stessa evoluzione vista nell'arrivo di Codex sul telefono e fuori dal PC torna qui su scala aziendale, perché l'obiettivo è portare l'agente nei processi quotidiani e non solo nell'IDE degli sviluppatori.
Il cambio di passo è significativo anche per il precedente storico. Nel 2023 Samsung aveva vietato l'uso di ChatGPT e di altri servizi simili dopo il caricamento non autorizzato di codice sorgente su piattaforme esterne. La nuova adozione non cancella quel rischio, ma indica che l'azienda ritiene maturi gli strumenti di controllo per riaprire l'accesso in modo strutturato. La divisione semiconduttori Device Solutions, più esposta su proprietà intellettuale e processi produttivi, resta invece sottoposta a vincoli più severi.
Per OpenAI il contratto ha anche un valore industriale. Samsung non è solo un grande cliente enterprise: è un produttore chiave di componenti per l'infrastruttura AI, dalle memorie avanzate ai sistemi destinati ai data center. L'intesa allarga quindi una relazione già legata all'hardware per l'intelligenza artificiale, portandola anche sul terreno del software usato dai dipendenti.
Il messaggio per il mercato è chiaro: l'IA generativa sta uscendo dalla fase dei divieti generalizzati e sta entrando in quella delle piattaforme governate. Le aziende non stanno semplicemente riaprendo ChatGPT nei browser dei dipendenti; stanno cercando versioni amministrabili, integrate con sicurezza e identità aziendale, capaci di reggere processi interni reali senza trasformarsi in una fuga di dati.