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Stonemachia Recensione: dalle rovine del Rinascimento, un Souls che trasforma l'Italia in una scacchiera gotica e oscura
Stonemachia è un Soulslike italiano ambientato in un'Italia gotica, con gameplay ispirato agli scacchi e una forte direzione artistica.
Rinascimento e Umanesimo, spesso celebrati per aver spazzato via l'oscurantismo del Medioevo, hanno proiettato l'Italia verso un periodo di benessere e prosperità. Questo clima ha favorito uno straordinario sviluppo culturale, architettonico e artistico, accompagnato da una forte crescita economica e urbana. Nuove opere sono state costruite sulle fondamenta delle precedenti, quasi a voler cancellare il ricordo di un tempo ormai superato. Ma l'ombra e l'eredità del passato non si possono nascondere a lungo, perché finiscono prima o poi per riemergere. E se dietro quella facciata di opulenza fosse germogliato invece il seme della fine? È questo l'incipit che dà il via a Stonemachia, un souls italiano a base di scacchi.
Spinta dalla superbia di voler toccare il cielo, l'umanità ha edificato strutture sempre più alte e ardite, scatenando la furente reazione degli angeli e innescando un conflitto sanguinoso. Una guerra senza vincitori, che ha lasciato sia la Terra che il Paradiso irreparabilmente lacerati. In questo scenario post-apocalittico, le anime degli angeli caduti si ritrovano prigioniere del mondo terreno che tanto disprezzavano, mentre quelle degli umani vagano senza meta tra i detriti.
In mezzo alla devastazione emerge però una figura enigmatica: lo Scultore. Questo ambiguo demiurgo offre alle anime disperate una seconda possibilità, forgiando per loro nuovi corpi di pietra in cambio di un'obbedienza assoluta. Ma le sue reali intenzioni restano ignote: dopotutto, è meglio regnare all'Inferno che servire in Paradiso. È qui che parte la storia del nostro protagonista, un piccolo pedone che non ha memoria di sé, se non frammenti di ricordi confusi. Alla scoperta della sua vera identità, dovrà affrontare temibili nemici e affidarsi a improbabili alleati, portando a galla segreti capaci di sovvertire il corso degli eventi.
Nel corso del suo viaggio, attraverserà i vari regni di Medhelan, una sorta d'Italia rivisitata in chiave gotica e spettrale. Luoghi a noi familiari come il Duomo di Milano, il Colosseo o Piazza San Marco si mostrano qui deformati e grotteschi.
Circondati dal degrado e immersi in un silenzio surreale, la sensazione di costante minaccia è palpabile: ogni involucro di marmo, potrebbe nascondere un pericolo pronto a ridestarsi. Questo immaginario distorto prende vita attraverso il level design, vero fiore all'occhiello della produzione. Il gioco alterna con sapienza mappe lineari e verticali ad arene più aperte, ricche di scorciatoie, aree segrete e mini-dungeon. L'esplorazione, ben lungo dall'essere guidata o esplicita, è invece suggerita da indizi ambientali che spingono il giocatore a osservare attentamente ogni angolo e anfratto, premiando la curiosità anche attraverso la necessità di più run per svelarne ogni mistero. La reinterpretazione visiva spazia dai paesaggi alle architetture, passando per il bestiario. Boss e mid-boss si trasformano in statue e sculture semoventi, che rielaborano i monumenti, l'iconografia e il folklore del nostro paese (e non solo): dal Liotru di Catania alla Trinacria siciliana e al Grifone di Perugia, fino a sconfinare nel Basilisco di Basilea o nel Leviatano di Devon. Creature spettacolari che vantano un set di mosse estremamente diversificato, capace di rendere ogni scontro mai scontato o prevedibile.
Sul fronte del gameplay, Stonemachia abbraccia la formula dei souls-like ma la semplifica e la riduce alle sue meccaniche principali per focalizzare il giocatore sul combattimento e l'azione pura. Niente statistiche complicate, gestione della stamina, peso dell'inventario o centinaia di equipaggiamenti tra cui scegliere.
Il sistema si poggia esclusivamente su quattro classi ispirate ai pezzi degli scacchi: Pedone, Torre, Cavallo e Alfiere (rispettivamente ascrivibili a quelle di All-around, Tank, Support e Rogue). Ciascuna, oltre a poss