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Sembravano dischi esterni da 32 TB, dentro c'era una microSD
Un acquirente ha comprato online tre presunti dischi esterni da 32 TB, ma nessuna delle unità ha funzionato una volta collegata. L'apertura degli involucri ha svelato l'inganno: al posto di dischi ad alta capacità era presente una semplice microSD incollata alla scheda elettronica. Il caso mostra quanto le offerte irrealistiche possano diventare insidiose durante una fase di prezzi elevati per memorie e dispositivi di archiviazione.
L'ordine comprendeva tre unità, circostanza che lascia pensare a un prezzo sufficientemente basso da rendere allettante l'acquisto multiplo. Il negozio coinvolto e la cifra pagata non sono stati resi noti. Dopo aver constatato che i dispositivi non rispondevano, gli involucri sono stati aperti e all'interno è apparsa una scheda PCB con la memoria fissata mediante colla a caldo.
Una configurazione del genere non può offrire le prestazioni, l'affidabilità e soprattutto la capacità dichiarata sulla confezione. In altri prodotti fraudolenti, controller modificati possono comunicare al sistema operativo uno spazio superiore a quello realmente disponibile; in questo episodio, tuttavia, le unità non hanno funzionato affatto e non è stato possibile verificare nemmeno la capacità effettiva delle microSD.
Il divario con i prodotti commerciali autentici rende l'offerta ancora più sospetta. Al momento della segnalazione, un vecchio Samsung T7 da 2 TB veniva proposto a 389,34 dollari, mentre un WD Elements da 24 TB raggiungeva 1.059,99 dollari. Un dispositivo esterno da 32 TB venduto a una piccola frazione di queste cifre richiederebbe quindi particolare cautela.
La pressione sui prezzi delle memorie flash e dello storage può rendere più efficaci queste inserzioni, soprattutto quando promettono capacità eccezionali con fotografie generiche e specifiche poco dettagliate. L'aspetto esterno di un box USB è semplice da imitare, mentre i componenti realmente necessari per raggiungere decine di terabyte restano costosi e difficili da nascondere in prodotti estremamente economici.
Il caso rientra nella più ampia contraffazione dello storage, che può coinvolgere schede di memoria, chiavette USB e unità esterne con capacità falsificate. Qui l'assemblaggio appare particolarmente rudimentale: la colla a caldo e la microSD sostituivano completamente il dispositivo promesso, senza offrire neppure un funzionamento parziale.
Per chi acquista capacità così elevate, la verifica della capacità reale resta essenziale prima di affidare al supporto file importanti. L'assenza di informazioni sul venditore impedisce di identificare il negozio coinvolto, ma il rapporto tra capacità promessa e prezzo rimane il primo elemento da valutare: nel mercato dello storage, un'offerta troppo distante dai listini normali può nascondere hardware completamente diverso.
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