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Perché il primo Uncharted aveva una difficoltà dinamica? Svelato l'assurdo retroscena
Probabilmente molti non lo sanno, ma a prescindere dal livello di sfida selezionato, Uncharted Drake's Fortune implementava anche un sistema di difficoltà dinamica. A tal proposito, sembrerebbe che Naughty Dog decise di includere questa funzione con un obiettivo molto preciso.
A rivelarlo è stato Benson Russell, ex designer del team Sony che ha lavorato a diversi capitoli di Uncharted ed al primo The Last of Us, nel corso di un'intervista ai microfoni di FRVR.
Lo sviluppatore ha infatti dichiarato che lo sviluppo del gioco con protagonista Nathan Drake fu piuttosto travagliato per via del passaggio da PlayStation 2 a PlayStation 3 e ad alcuni problemi organizzativi, che portarono ad esempio a realizzare le ambientazioni prima ancora di pensare al gameplay e alla storia.
Tutta una serie di problematiche portò il gioco ad avere una longevità assai ridotta, tant'è che il team di sviluppo decise che sarebbe stato difficile riuscire a venderlo a prezzo pieno. Fu così deciso di inserire questa difficoltà dinamica, così da mettere i bastoni tra le ruote ai giocatori troppo veloci e aumentare artificialmente la durata dell'avventura.
Ecco di seguito alcune delle dichiarazioni di Russell sulla questione:
"Alla fine abbiamo inserito un sistema di difficoltà adattiva, ma il suo scopo primario era quello di rallentare il giocatore nel caso in cui fosse troppo abile. Questo è un aspetto fondamentale. Ed è uno dei motivi per cui il primo Uncharted diventa così difficile."
"Se te la cavi molto bene per il livello di sfida che hai impostato, è perché è tutto basato sul tempo. Facevamo un sacco di test e calcolavamo i tempi medi per ogni scontro. Se superavi un combattimento più velocemente della nostra media, iniziavamo ad alzare la difficoltà."
Per chi non lo sapesse, la difficoltà dinamica è un sistema che non troviamo solo nel primo capitolo della serie Naughty Dog, ma che torna anche in Uncharted 2 Il Covo dei Ladri e in Uncharted 3 L'inganno di Drake. C'è però una differenza sostanziale nel modo in cui questo sistema è stato implementato nei vari giochi: se nel primo episodio aveva appunto lo scopo di 'allungare il brodo', nei sequel era basato sull'effettiva bravura dell'utente e serviva a bilanciare il livello di sfida esattamente come accade in molte altre produzioni moderne.
Sapevate che secondo l'ex designer avrebbe poco senso realizzare oggi un remake di Uncharted Drake's Fortune?
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