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Mini apre alla trazione posteriore: svolta epocale per la Cooper
La Mini, reintrodotta sul mercato nel 2001, potrebbe in futuro essere costruita sulla base della piattaforma Neue Klasse della BMW.
La Mini Cooper è un evergreen a trazione anteriore che ha resistito allo scorrere inesorabile del tempo. La vettura inglese 3 porte, 5 porte e Cabrio ha offerto un piacere di guida estremo, unendo agilità e tenuta di strada a una piena affidabilità su ogni terreno. I modelli più grandi della gamma, come la Countryman, offrono anche la trazione integrale intelligente denominata ALL4. Si tratta di una trazione 4×4 “on demand” che risulta utile per tenere bassi i consumi e interviene quando l’auto perde aderenza, spostando parte della forza motrice anche sulle ruote posteriori.
L’impostazione classica potrebbe essere stravolta dall’arrivo di una Cooper a trazione posteriore, facendo il percorso inverso della BMW Serie 1 che era passata dalla trazione posteriore a quella anteriore. Gli ultimi rumor parlano di una prossima serie della Mini 3 porte costruita sulla moderna piattaforma Neue Klasse della BMW, attirando una nuova fascia di clienti.
Sin dalla sua nascita negli anni ’60 la Mini è stata associata alla trazione anteriore. L’indiscrezione riportata da Autocar conferma che la direzione del marchio britannico, sotto il controllo del colosso bavarese, sia proiettata al full electric. Il nuovo modello dovrebbe arrivare non prima del 2030 e adottare la meccanica della Great Wall. La Neue Klasse a trazione posteriore contempla l’aggiunta di motori anteriori solo per le versioni 4×4. La BMW ha già ammesso di non avere in programma lo sviluppo di un modulo anteriore dedicato, portando le future Mini alla scelta obbligata della trazione posteriore.
Il management del marchio anglosassone ha già offerto le prime indiscrezioni sulla nuova serie, che potrebbe riprendere il linguaggio stilistico della R50 del 2001 e adottare i motori elettrici posteriori BMW Gen6. Holger Hampf, responsabile del design Mini, e Joachim Post, responsabile dello sviluppo del brand dell’Elica, hanno annunciato che non ci sarà uno stravolgimento nelle proporzioni. Indipendentemente dal tipo di trazione, la prossima compatta inglese non tradirà il celebre DNA che ha ammaliato milioni di appassionati.
Sul piano estetico le dimensioni rimarranno simili, con ruote agli angoli della carrozzeria e sbalzi ridotti. Hampf ha assicurato che non si perderà la classica combinazione tra i fari rotondi e la griglia anteriore, che offre una identità iconica. Potrebbe esserci un romantico ritorno al passato, alla sinuosa serie R50, la prima Mini prodotta dal 2001 dopo l’acquisizione della Casa da parte di BMW. “Molte persone non hanno un ricordo della Mini classica, ma si ricordano quelle che abbiamo realizzato negli ultimi 25 anni. Mi assicurerò di mantenere un legame con questo passato”, ha affermato il designer del marchio britannico.
Oltre alla versione full electric, Mini dovrebbe conservare alternative termiche sotto al cofano anche oltre il 2030, evolvendosi in una nuova generazione basata sulla meccanica attuale ma aggiornata per rispondere alle stringenti normative sulle emissioni.