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EA: i dipendenti temono veti sauditi sui nuovi giochi
Il controllo sui futuri videogiochi di Electronic Arts potrebbe esercitarsi prima ancora dell’avvio dello sviluppo. Alcuni dipendenti attuali, rimasti anonimi, temono che la nuova proprietà possa negare l’approvazione ai progetti considerati incompatibili con i valori del governo saudita, evitando così di dover intervenire apertamente sui contenuti di titoli già in produzione.
Le testimonianze descrivono un possibile condizionamento nella fase in cui EA decide quali proposte finanziare e trasformare in prodotti commerciali. Secondo uno dei dipendenti, un progetto sgradito potrebbe semplicemente non ricevere il via libera. Le preoccupazioni riguardano la libertà creativa, la rappresentazione LGBTQ+ e la possibilità di affrontare temi sensibili nei nuovi giochi.
Un’altra fonte interna ha espresso disagio per il passaggio sotto il controllo di un consorzio che comprende il Public Investment Fund dell’Arabia Saudita. Il dipendente ritiene difficile conciliare questa proprietà con i valori progressisti presenti nella cultura aziendale e in alcune produzioni EA. Franchise come The Sims, Mass Effect e Dragon Age sono frequentemente associati a personaggi, relazioni e temi inclusivi.
EA aveva assicurato ai dipendenti che avrebbe conservato il controllo creativo e che la propria tradizione di libertà espressiva sarebbe rimasta intatta. Questa posizione precede le testimonianze interne emerse dopo il cambio di proprietà, che mettono in dubbio soprattutto la selezione futura delle proposte. L’azienda non ha indicato modifiche ufficiali alle procedure con cui valuta e approva i giochi.
L’operazione da 55 miliardi di dollari, annunciata il 29 settembre 2025, è stata completata il 4 agosto 2026. Il consorzio acquirente riunisce Public Investment Fund, Silver Lake e Affinity Partners. L’acquisizione ha trasformato EA in una società privata e ha comportato l’uscita delle sue azioni dal Nasdaq, consegnando ai nuovi proprietari il controllo di uno dei maggiori editori internazionali di videogiochi.
Le fonti interne non indicano ancora casi concreti di giochi cancellati, modificati o respinti per ragioni ideologiche. Le dichiarazioni riguardano possibili conseguenze future dell’acquisizione e il margine che la proprietà potrebbe esercitare sulle decisioni iniziali. Le rassicurazioni ufficiali di EA restano quindi l’unico orientamento dichiarato, mentre i timori dei dipendenti descrivono un rischio percepito che, allo stato attuale, non si è tradotto in interventi documentati.
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