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Google vuole ridurre le scie degli aerei con l’AI: parte il progetto Blue Skies
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Quando guardiamo un cielo sereno e vediamo sottili linee bianche formarsi dietro agli aerei, nella maggior parte dei casi stiamo osservando le scie di condensazione, in inglese contrails, abbreviazione di condensation trails.
Dal punto di vista fisico sono nubi lineari composte principalmente da cristalli di ghiaccio. Si formano quando i gas caldi e umidi prodotti dai motori degli aerei si mescolano con l’aria molto fredda presente alle quote di crociera. Se temperatura e umidità sono adatte, il vapore acqueo condensa su minuscole particelle presenti nell’atmosfera o nei gas di scarico, tra cui la fuliggine, e le goccioline così formate congelano rapidamente trasformandosi in cristalli di ghiaccio.
Non tutte le scie hanno lo stesso comportamento. Alcune scompaiono rapidamente, mentre in condizioni atmosferiche particolarmente fredde e umide possono persistere per ore, allargarsi e contribuire alla formazione di cirri. Sono soprattutto queste scie persistenti a interessare la ricerca sul clima.
Google indica le contrails come responsabili di circa un terzo dell’impatto climatico complessivo dell’aviazione. Si tratta però di una stima che dipende dalla metrica climatica e dall’intervallo temporale considerati: il contributo delle scie non è quindi un valore fisso applicabile in qualsiasi contesto.
È importante distinguere le scie di condensazione dalle cosiddette “scie chimiche” o chemtrails, termini che non sono sinonimi.
“Scia chimica” non è una denominazione scientifica delle normali contrails. L’espressione viene utilizzata soprattutto per indicare l’ipotesi secondo cui alcune delle linee visibili nel cielo sarebbero prodotte dalla dispersione intenzionale e occulta di sostanze chimiche o biologiche da parte degli aerei. Non esistono evidenze scientifiche che permettano di identificare le normali scie prodotte dal traffico aereo ad alta quota con un simile fenomeno.
Questo non significa che lo scarico di un motore aeronautico contenga soltanto acqua. La combustione del carburante produce vapore acqueo e anidride carbonica, insieme a ossidi di azoto, particolato, fuliggine e altre sostanze in quantità variabili. La presenza di composti chimici nei gas di scarico, però, non trasforma una scia di condensazione in una “scia chimica”: ciò che vediamo come linea bianca è una nube costituita prevalentemente da cristalli di ghiaccio, formatasi attraverso processi atmosferici e termodinamici ben conosciuti.
Esistono inoltre attività nelle quali sostanze vengono effettivamente disperse intenzionalmente da aeromobili, per esempio in agricoltura, nella lotta agli incendi o in alcune tecniche di modificazione meteorologica. Si tratta di operazioni specifiche e documentate, differenti per finalità, modalità e condizioni operative dalle normali scie di condensazione generate dagli aerei di linea alle quote di crociera.
Il problema affrontato da Google con Operation Blue Skies riguarda dunque esclusivamente le contrails e, in particolare, quelle persistenti che possono produrre un effetto netto di riscaldamento.