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La NASA abbandona Swift: il telescopio cadrà verso ottobre
La sonda robotica LINK non tenterà più di catturare il Neil Gehrels Swift Observatory e riportarlo verso un’orbita più alta. I persistenti problemi di controllo d’assetto hanno spinto NASA e Katalyst Space Technologies a rinunciare alla manovra, giudicata troppo rischiosa. Swift si trovava a circa 345 chilometri di quota e, senza il reboost verso i 600 chilometri inizialmente previsti, dovrebbe rientrare nell’atmosfera entro la fine del 2026, non prima di ottobre secondo le stime disponibili.
La decisione arriva dopo settimane di anomalie a bordo di LINK. Due delle tre ruote di reazione, necessarie per orientare con precisione la sonda, sono risultate non operative. Anche il sistema di propulsori a gas freddo ha perso parte delle proprie funzionalità, mentre il veicolo è entrato in una rotazione incontrollata. L’aggiornamento tecnico della NASA descrive una combinazione di guasti incompatibile con una cattura ravvicinata sicura.
Il team è riuscito a ridurre la velocità di rotazione di LINK da circa 9 a 1,47 gradi al secondo utilizzando un propulsore elettrico. Il miglioramento non è stato sufficiente a recuperare la stabilità richiesta per avvicinarsi a Swift, afferrarlo con i bracci robotici e modificarne l’orbita. Un errore durante queste fasi avrebbe potuto mettere in pericolo entrambi i veicoli.
LINK era stato lanciato il 3 luglio 2026 con un razzo Pegasus XL, rilasciato in volo dall’aereo Stargazer di Northrop Grumman sopra l’atollo di Kwajalein. Il contratto assegnato dalla NASA a Katalyst valeva 30 milioni di dollari. L’esperimento avrebbe dovuto dimostrare la possibilità di catturare e spostare un satellite privo di sistemi predisposti per la manutenzione in orbita.
Swift si trova nello spazio dal 2004, a fronte di una missione primaria inizialmente prevista per due anni. I suoi tre strumenti osservano lampi gamma e altri fenomeni transienti nei raggi gamma, nei raggi X, nell’ultravioletto e nella luce visibile. L’aumento dell’attività solare ha espanso gli strati superiori dell’atmosfera, intensificando la resistenza aerodinamica e accelerando il decadimento dell’orbita. Swift non dispone di una propulsione capace di rialzarlo ed era stato progettato senza una porta di attracco. A febbraio la NASA aveva già sospeso gran parte delle osservazioni, mantenendo il satellite in un orientamento studiato per limitare la resistenza.
L’Italia partecipa alla missione attraverso l’Agenzia Spaziale Italiana, che ha contribuito allo specchio e alla calibrazione del telescopio XRT, alla stazione di Malindi, alla rete ASI-NET, al software scientifico e all’archivio dei dati, come riepiloga la scheda dell’ASI dedicata a Swift. LINK resterà operativo: dove le condizioni lo permetteranno, Katalyst tenterà rendezvous e operazioni di prossimità per raccogliere dati destinati alle future missioni di assistenza satellitare. Il recupero di Swift, invece, è stato definitivamente escluso.
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