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Il parco della memoria nella frazione cancellata dal sisma
"Entri piano, senza far rumore". È quasi un invito a trattenere il respiro quello che accoglie chi arriva nel piccolo parco della memoria di Pescara del Tronto, la frazione di Arquata cancellata dal terremoto del 24 agosto 2016. Un luogo dove il silenzio pesa e dove ogni oggetto riporta alle vite spezzate quella notte. Ci sono due altalene immobili, davanti al muro sul quale sono stati sistemati i volti e i nomi di chi non c'è più.
"Un'altalena dondola senza nessun passeggero", si legge sul cartello all'ingresso. E basta alzare gli occhi verso quei seggiolini vuoti per comprendere il senso di quelle parole. Tutto intorno sono nate negli anni piccole nicchie della memoria. Casette di legno, fotografie incorniciate, rosari, Madonne, fiori. Ma sono soprattutto gli oggetti dei più piccoli a stringere lo stomaco: peluche impolverati dal tempo, bambole, macchinine, piccoli giochi e anche un astuccio con dentro ancora i colori. Tracce di un'infanzia interrotta all'improvviso sotto le macerie. Su una delle edicole la data è incisa direttamente sul legno: "24 08 2016".
Accanto, i volti di intere famiglie. In un'altra ci sono le fotografie di Tommaso e Arianna; più avanti quelle di Gabriele ed Elisa, insieme ai nomi di Irma, Rita e Wilma. Un'altra targa ricorda Giordano e Amelia con una promessa: "Ovunque tu sarai saprò amarti fino a lì, sempre". Poi c'è Jessica, il suo volto sorridente tra i fiori, e un grande pannello che raccoglie altre immagini e una dedica: "È per te, questo bacio nel vento, te lo manderò lì, con almeno altri cento…". Di Pescara del Tronto oggi resta un paesaggio fatto di polvere e macerie, ma in questo piccolo spazio la comunità ha raccolto ciò che nessuna ricostruzione potrà sostituire. Il ricordo. Si cammina davvero piano. Quasi per non disturbare. Perché qui, dieci anni dopo, il rumore più forte continua ad essere quello di chi non c'è più.