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Ray-Ban Meta, il Regno Unito vuole vietarli nei cinema
A differenza di smartphone, orologi e braccialetti connessi, gli occhiali smart faticano a diventare un oggetto banale della vita quotidiana. Il motivo principale? La paura di essere filmati a propria insaputa. Certo, può già succedere con un cellulare, ma gli occhiali sono molto più discreti in questo senso, ed è facile non accorgersi di nulla prima che sia troppo tardi. Tanto più che, con qualche modifica, gli occhiali connessi possono diventare uno strumento inquietante.
I produttori, Meta in testa, cercano di rassicurare come possono, soprattutto rafforzando le misure di sicurezza per evitare che i dispositivi vengano visti come gli “occhiali da pervertito“, soprannome che alcuni gli hanno già affibbiato. Fatica sprecata… Nel Regno Unito i cinema vorrebbero vietarli.
La UK Cinema Association (UKCA) annuncia così che diverse catene di sale cinematografiche stanno valutando di bandire l’uso degli occhiali smart. L’argomento principale è la lotta alla pirateria cinematografica. Le sale si unirebbero così ad alcuni ristoranti, pub, teatri e tribunali che hanno già vietato i Meta Ray-Ban e simili. La UKCA è consapevole che questi dispositivi possono anche aiutare le persone con problemi di vista, ad esempio mostrando i sottotitoli direttamente sulle lenti. Ma non abbastanza da controbilanciare il rischio che lo schermo venga filmato e il film caricato sui siti pirata.
Meta deplora queste misure, che l’azienda considera un arretramento considerevole. Dal suo punto di vista, si tratta di due pesi e due misure: I nostri occhiali sono dotati di una spia che si accende per segnalare alle persone che si sta scattando una foto o registrando un video, una funzionalità di cui non dispongono né gli smartphone né gli altri dispositivi con fotocamera.