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Il leggendario Task Manager arriva su macOS: beta gratuita
Task Manager OG è disponibile gratuitamente per macOS. Il 31 luglio 2026 Dave W. Plummer, creatore del Task Manager originale di Windows, ha pubblicato la BETA 01 della sua reinterpretazione nativa e multipiattaforma: un ritorno firmato dalla stessa persona che diede forma all’utility storica, avvenuto esattamente trent’anni dopo il rilascio in produzione di Windows NT Workstation 4.0.
Per ora il ritorno riguarda soltanto il Mac. La beta richiede macOS 13 o successivo ed è distribuita come applicazione Universal 2, quindi compatibile sia con Apple silicon sia con Intel x64. È firmata con un certificato Developer ID, notarizzata da Apple e scaricabile direttamente dal sito ufficiale al prezzo più semplice possibile: 0 euro.
TMOG concentra in una sola console dati su CPU, GPU, memoria, archiviazione, rete, energia, temperature e processi. Sono disponibili anche viste dedicate ai singoli processori logici, mentre grafici e misuratori live possono aggiornarsi fino a 60 FPS. La quantità di informazioni è quella di uno strumento tecnico, ma l’obiettivo rimane l’immediatezza: aprire una finestra e capire rapidamente che cosa sta facendo il sistema.
L’interfaccia cerca un equilibrio preciso fra la leggibilità di Monitoraggio Attività e la profondità del Task Manager. I grafici sono densi, i misuratori ricordano display fluorescenti e i temi disponibili spaziano fra chiaro, scuro, verde, ambra, blu e monocromatico. Il richiamo visivo al passato esiste, ma non è una semplice decorazione applicata sopra un programma storico.
La versione macOS è stata infatti riscritta da zero con Swift e AppKit e non contiene codice Microsoft. Il progetto comprende inoltre un nucleo C++ condiviso, pensato per uniformare modelli, azioni e metriche fra le piattaforme. L’edizione Windows arriverà successivamente come applicazione Win32 nativa x64 per Windows 11, senza una shell basata su browser, ma al momento del lancio era ancora in preparazione.
Anche la scelta del download diretto ha una ragione concreta. La prevista distribuzione attraverso il Mac App Store è stata abbandonata perché il sandbox impediva funzioni essenziali, fra cui l’accesso completo alla lista dei processi e la possibilità di terminare altre applicazioni. Per uno strumento nato per osservare e controllare il sistema, accettare quei limiti avrebbe significato rinunciare a una parte della propria identità.
Quell’identità risale al 10 novembre 1995, la data registrata nel codice del Task Manager originale. Plummer lo sviluppò a casa come utility personale, fuori dal normale processo di sviluppo Microsoft, valutando inizialmente anche una distribuzione shareware. Non nacque dunque da una specifica aziendale, ma dall’esigenza pratica di rendere visibile ciò che accadeva dentro il sistema.
La prima implementazione utilizzava interfacce pubbliche disponibili a qualsiasi programmatore. Questo dettaglio racconta bene la natura iniziale del progetto: uno strumento costruito con le possibilità accessibili dall’esterno, prima che diventasse una parte ufficiale di Windows NT e potesse raggiungere informazioni più profonde.
L’interesse di Dave Cutler cambiò il destino dell’utility. Il progetto venne integrato in Windows NT e donato a Microsoft; con l’adozione interna poté sfruttare le API del sistema operativo, migliorando velocità e profondità dei dati. La piccola applicazione personale diventò così uno dei punti di accesso più riconoscibili al funzionamento di Windows.
Il 31 luglio 1996 Windows NT Workstation 4.0 fu rilasciato in produzione, introducendo il Task Manager originale. La BETA 01 di TMOG è arrivata esattamente trent’anni dopo, il 31 luglio 2026: una coincidenza deliberata che lega il nuovo progetto alla sua origine senza trasformarlo in una replica del software del 1996.