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Perché i video di cibo su TikTok tentano gli adolescenti
Trend, pubblicità, influencer e immagini particolarmente invitanti: i video alimentari su TikTok vengono percepiti dagli adolescenti intervistati come stimoli capaci di suscitare appetito e voglia di provare determinati cibi. È quanto emerge da un piccolo studio qualitativo pubblicato sul Journal of Nutrition Education and Behavior e reso disponibile online il 3 luglio 2026.
Il gruppo di ricerca, formato da Adrianna N. Bell, Barbara J. McMorris, Jayne A. Fulkerson, Marla E. Eisenberg e Melissa L. Horning, ha organizzato quattro focus group semistrutturati. Vi hanno partecipato 25 studenti tra i 15 e i 16 anni, tutti provenienti da una sola scuola superiore del Midwest statunitense. Le trascrizioni sono state codificate separatamente e analizzate attraverso un processo tematico articolato in sei fasi.
Dalle conversazioni sono emersi diversi elementi capaci di influenzare la risposta ai contenuti: la presentazione visiva del cibo, i trend della piattaforma, le pubblicità, gli interventi degli influencer, i commenti degli altri utenti e il contesto nel quale avviene la visione. Le testimonianze raccolte descrivono soprattutto una reazione immediata di appetito o curiosità verso gli alimenti mostrati nei video.
Il secondo tema riguarda il ruolo dei genitori, descritti dai partecipanti come generalmente poco coinvolti nell'uso quotidiano di TikTok. La loro presenza può però assumere una funzione protettiva quando incoraggia pause dalla piattaforma, interrompe l'esposizione continua ai contenuti alimentari e mantiene aperto il dialogo su ciò che appare nel feed.
TikTok mette già a disposizione Family Pairing, uno strumento che consente a genitori e tutori di collegare il proprio account a quello di un adolescente e configurare alcune impostazioni dedicate alla sicurezza e al benessere digitale. Lo studio non valuta direttamente l'efficacia di questa funzione, mentre individua nel distacco periodico dall'app una possibile forma di mediazione familiare.
I risultati richiedono cautela. Il campione comprende appena 25 persone della stessa scuola e limita quindi la possibilità di estendere le conclusioni ad altri contesti geografici e sociali. Le risposte sono inoltre autoriferite: la ricerca registra ciò che gli adolescenti dichiarano di percepire, senza misurare l'effettiva assunzione di cibo, e non dimostra un rapporto causale tra esposizione ai video e comportamento alimentare.
Gli autori chiedono ora studi quantitativi più ampi per misurare l'impatto reale dei diversi fattori emersi nei focus group. Tra gli aspetti da approfondire indicano l'esposizione alla pubblicità alimentare e le possibili differenze tra i contenuti pubblicati dagli influencer e quelli prodotti direttamente dai marchi.
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