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Un dissipatore di 22 anni su Ryzen 7 9800X3D: com'è andata?
Der8auer ha installato un dissipatore a liquido prodotto nel 2004 su un moderno Ryzen 7 9800X3D, verificando quanto un sistema progettato per CPU di oltre due decenni fa possa reggere i carichi attuali. Il risultato per certi versi supera le aspettative, ma cambia radicalmente in base all'utilizzo: le temperature rimangono gestibili nei giochi, mentre un carico prolungato porta rapidamente il processore al thermal throttling.
Il protagonista dell'esperimento è il Q-Tec KS70, un sistema commercializzato all'epoca per processori AMD Athlon e Pentium 4. Al tempo rappresentava una soluzione particolarmente elaborata per chi voleva sperimentare con l'overclock, quando i kit a liquido integrati erano ancora molto lontani dalle configurazioni compatte e standardizzate disponibili sul mercato moderno.
Per collegare il vecchio waterblock alla piattaforma attuale, Der8auer ha realizzato un supporto AM5 stampato in 3D. Il componente originale utilizza un voluminoso blocco in rame con una camera dedicata al passaggio del liquido, collegata tramite due tubi in silicone a un radiatore in alluminio dotato di due ventole.
Le dimensioni e il formato mostrano chiaramente l'età del progetto. Il radiatore è pensato per occupare un vano da 5,25 pollici, elemento ormai scomparso dalla maggior parte dei case contemporanei. Per evitare problemi di spazio e ventilazione, il sistema è stato quindi lasciato all'esterno del telaio durante le prove, in condizioni più favorevoli rispetto a una normale installazione interna.
Nei giochi il Q-Tec KS70 ha fornito prestazioni sorprendentemente utilizzabili. Il Ryzen 7 9800X3D è rimasto generalmente sotto il 30% di utilizzo, lavorando a circa 5,2 GHz con una temperatura vicina ai 60 °C. I carichi variabili tipici del gaming hanno permesso al vecchio circuito di smaltire il calore senza causare evidenti riduzioni della frequenza.
La situazione è cambiata con Cinebench R23, che mantiene tutti i core sotto pressione. Al 100% di utilizzo, il processore ha operato vicino ai 5,0 GHz, ma ha raggiunto costantemente i 95 °C. Il radiatore e la capacità complessiva dell'impianto non riescono quindi a dissipare efficacemente il calore prodotto durante un'attività intensiva e continuativa.
L'esperimento mostra anche quanto siano cambiate le priorità del raffreddamento per PC. Rispetto a un dissipatore moderno con schermo da 3,95 pollici, il KS70 appare ingombrante e poco pratico, ma conserva una discreta efficacia nei carichi intermittenti. Resta però una curiosità tecnica: dentro un vecchio case, con meno spazio e un flusso d'aria peggiore, le temperature sarebbero probabilmente ancora più elevate.
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