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L'anello Oura misura male il sonno? Scatta la class action
Percentuali di accuratezza comprese tra il 79% e il 95% sono al centro di una proposta di class action contro Oura. La causa sostiene che le promesse sul riconoscimento delle fasi del sonno degli Oura Ring possano indurre i consumatori a sopravvalutare ciò che gli anelli misurano realmente. Il procedimento Surber v. Oura, Inc., numero 3:26-cv-08686, è stato depositato il 20 agosto 2026 presso la U.S. District Court for the Northern District of California contro Oura Inc. e la finlandese Oura Health Oy.
La ricorrente, Madison Surber, rappresentata da Clarkson Law Firm, contesta in particolare il confronto tra i risultati degli anelli e quelli ottenuti in un laboratorio clinico. La denuncia sottolinea che Oura Ring non rileva direttamente attività cerebrale, movimenti oculari e tono muscolare, parametri impiegati nella polisonnografia. Le fasi del sonno vengono invece stimate attraverso algoritmi che elaborano segnali raccolti al dito.
Tra gli elementi richiamati dalla causa compare uno studio condotto su 45 pazienti, che avrebbe registrato un’accuratezza complessiva del 53,18% nella classificazione delle fasi. Da questo risultato deriva il paragone, contenuto nella denuncia, con il lancio di una moneta. Il dato viene contrapposto alle dichiarazioni commerciali citate negli atti, comprese quelle che indicano un’accuratezza del 79% e, più recentemente, del 95% rispetto a un laboratorio clinico.
Surber dichiara di aver acquistato un Oura Ring 4 Gold nel maggio 2025, spendendo circa 513,68 dollari e facendo affidamento sulle promesse relative all’analisi del sonno. L’azione proposta riguarda Oura Ring 5, Oura Ring 4 e Oura Ring 4 Ceramic venduti negli Stati Uniti. La ricorrente chiede la certificazione della classe, restituzioni o risarcimenti e misure inibitorie contro le dichiarazioni contestate.
Oura respinge le accuse e sostiene che i propri dispositivi combinino frequenza cardiaca, variabilità della frequenza cardiaca, movimento, respirazione e temperatura per stimare le fasi del sonno. L’azienda afferma inoltre che la classificazione è stata confrontata con la polisonnografia in più studi e intende difendere in tribunale le proprie evidenze scientifiche. Oura precisa anche che l’anello non viene presentato come dispositivo medico o sostituto di un esame clinico.
Il procedimento resta per ora nella fase iniziale. La classe non è stata certificata e le contestazioni contenute nella denuncia non costituiscono un accertamento di responsabilità. Madison Surber ha richiesto un processo con giuria, mentre spetterà al tribunale stabilire se la causa potrà proseguire come class action e se le dichiarazioni commerciali indicate negli atti abbiano effettivamente ingannato gli acquirenti.
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