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Mafia: Terra Madre - Uomo d'onore, altre due ore nei panni di Enzo
Quando Mafia: Terra Madre uscì sul mercato lo apprezzai solo in parte. Alcuni dettagli erano stati creati con estrema abilità e precisione, specialmente la Sicilia degli anni Venti; i dialoghi in dialetto locale, poi, riuscivano ad aumentare l’immersività a dismisura. Questa espansione, Mafia: Terra Madre - Uomo d'onore, non è che un "di più" composto da alcune missioni che si integrano nella trama del titolo originale, da alcuni pezzi d’equipaggiamento aggiuntivi, nuovi cavalli e nuove auto. Forse, però, è meglio procedere con ordine.
Le missioni legate alla storia sono selezionabili attraverso una voce del menu principale, e collocate temporalmente poco dopo che Enzo, il protagonista, diventa parte di Cosa nostra e un membro ufficiale della famiglia. Per l'uomo quello è forse il momento di maggior successo, in cui le cose vanno per il meglio; di conseguenza, ha perfettamente senso, in termini narrativi, collocare l'espansione all'interno di una simile finestra temporale.
L’obiettivo è aiutare Ennio Salieri, il boss del primo Mafia, a recuperare i suoi soldi e partire per gli Stati Uniti. Le missioni in sé sono nella media, nell'ottica del gioco, e onestamente non ho provato particolare eccitazione nel giocare le prime due: semplici assalti ambientati rispettivamente in una stalla e in una miniera.
La terza e ultima missione è stata effettivamente più interessante: un attacco a una bisca clandestina gestita dalla massoneria, che ha richiesto una sezione stealth (in cui farsi scoprire significava fallire) e che si chiude con una sparatoria decisamente concitata e una fuga in auto rocambolesca.
Non posso considerare memorabile questo spicchio della vita di Enzo, mentre tutta l’interazione con Ennio Salieri, alla fine, rappresenta solo un modo per strizzare l’occhio ai fan del primo Mafia e raccontare come l'uomo sia mosso da una morale molto discutibile; peccato che chiunque abbia sperimentato l'avventura di Tommy Angelo lo sa già perfettamente.
L’aggiunta più interessante di questa espansione e, forse, quella che può aumentare maggiormente la longevità del gioco, è rappresentata dalle migliorie legate alla modalità Fatti un giro, in cui è ora possibile lavorare per Salieri in missioni generate casualmente per guadagnare oro, acquistare altre automobili e armi e dedicarsi alla raccolta di collezionabili sparsi per la mappa. Questi compiti tendono a essere piuttosto difficili e divertenti, e aggiungono di sicuro qualche ora di gioco.
Tutti i difetti del titolo originale, tuttavia, rimangono: la relativa linearità, le semplificazioni durante le sessioni stealth e anche certe stranezze che avevo notato in fase di recensione, come i bauli senza fondo in cui poter gettare decine di cadaveri, salvo trovarli sempre vuoti. A un certo punto, mi sono chiesto se non fossero in realtà dei Mimic.
Le armi e le altre aggiunte sono interessanti e funzionano discretamente; alcune sono molto costose e richiedono un po’ di grinding per avere i soldi necessari ad acquistarle, peccato che nessuna delle pistole extra mi abbia spinto ad abbandonare la fidata 1911 di Vito, che rimane la migliore del gioco, capace di abbattere in uno o due colpi ogni avversario.
Divagazioni a parte, non sono particolarmente entusiasta di questa espansione. La scrittura dei personaggi non eccelle, col tenore dei dialoghi che raramente si emancipa da commenti su prostitute ed escrementi; in generale, il gioco non è migliorato dalla sua uscita. Il personaggio di Enzo non si evolve davvero (come potrebbe, data la collocazione temporale del DLC?), né non ci sono eventi di gioco capaci di offrire nuove prospettive.
Se un utente ha apprezzato il titolo originale, immagino che possa spremere un paio d’ore aggiuntive da questa espansione, ma chi non era attirato dall’offerta non ha alcun motivo per cambiare idea grazie a Uomo d’onore. Se proprio, il prezzo del DLC è in linea con i contenuti che offre e, se si ama l’atmosfera della Sicilia anni Venti, farà piacere poter