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Il nuovo chip Xiaomi potrebbe adottare la prima memoria LPDDR6 cinese
Xiaomi potrebbe integrare nel suo prossimo processore mobile XRING O3 una memoria LPDDR6 prodotta in Cina. L'operazione, indicata da informazioni provenienti dalla filiera, renderebbe il chip il primo SoC mobile al mondo compatibile con il nuovo standard e segnerebbe l'ingresso dell'industria cinese nella fascia più avanzata delle DRAM a basso consumo.
Il componente sarebbe fornito da CXMT, il maggiore produttore cinese di DRAM. L'azienda avrebbe iniziato a distribuire i primi campioni ai clienti strategici a marzo, arrivando ad agosto alle fasi conclusive della validazione. Le indiscrezioni parlano già di un'adozione destinata alla commercializzazione, ma Xiaomi e CXMT non hanno ancora presentato pubblicamente il progetto né confermato i dettagli della presunta DRAM cinese.
La LPDDR6 rappresenta la nuova generazione delle memorie progettate per smartphone, tablet e altri dispositivi alimentati a batteria. Rispetto alle DRAM tradizionali, questa famiglia privilegia consumi ridotti, ingombri contenuti e trasferimenti rapidi tra memoria e processore. Una maggiore larghezza di banda può diventare particolarmente utile per l'elaborazione locale e per i carichi di IA on-device, che richiedono di spostare rapidamente grandi quantità di dati.
La competizione coinvolge già i principali produttori coreani. SK hynix ha annunciato a marzo lo sviluppo di un chip LPDDR6 da 16 gigabit, realizzato con un processo di classe 10 nanometri di sesta generazione, denominato 1c. Samsung Electronics ha invece mostrato i propri prodotti LPDDR6 durante il CES 2026, confermando che la transizione verso il nuovo standard è già entrata nei programmi dei maggiori fornitori.
La validazione rimane un passaggio decisivo prima della produzione su larga scala, poiché deve verificare stabilità, consumi e compatibilità tra memoria e controller del processore. Anche gli investimenti nei sistemi di test per i chip AI mostrano quanto questa fase sia diventata strategica per portare sul mercato componenti avanzati senza compromettere affidabilità e rese produttive.
Se l'integrazione verrà confermata, l'abbinamento tra un processore progettato internamente da Xiaomi e una memoria fornita da CXMT rafforzerà l'ecosistema cinese dei semiconduttori. CXMT, cresciuta soprattutto nel mercato delle DRAM di largo consumo, dimostrerebbe infatti di avere ridotto il divario anche nei prodotti avanzati, entrando direttamente nella filiera di un chip mobile nazionale.
Restano ancora da conoscere frequenze, capacità, consumi, volumi produttivi e dispositivi destinati a utilizzare XRING O3. Manca inoltre una conferma indipendente delle prestazioni e della compatibilità effettiva con lo standard. L'eventuale debutto commerciale fornirebbe il primo riscontro concreto sulla capacità di CXMT di trasformare i campioni LPDDR6 in componenti prodotti su scala sufficiente per uno smartphone di fascia alta.
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