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Turista italiana in Tibet: 'Stiamo bene ma qui è franato tutto' - LA TESTIMONIANZA
Al momento dell'alluvione che ha devastato la zona al confine tra Nepal e Tibet si trovava dall'altra parte del Paese, ma in queste ore sta vivendo le difficoltà che attanagliano quei territori, causate dal crollo di un ghiacciaio che ha causato un impatto catastrofico a valle. Mariapaola Ricozzi, 40enne di Roccasecca, è partita per quello che era ed è il viaggio della sua vita, alla scoperta di quelle montagne tanto sognate. Ma nel bel mezzo di questa avventura, affrontata insieme a tre lombarde ed una romana, sono arrivate le notizie dell'alluvione costata la vita a centinaia di persone.
"Ieri - racconta Ricozzi - eravamo nella riserva naturale di Chitwan quando abbiamo appreso la notizia dell'alluvione al confine nepalese con il Tibet. E sicuramente siamo stati colpiti dopo avere condiviso una parte della nostra vita con queste persone. Le conseguenze che noi abbiamo subito fortunatamente non sono rilevanti, noi siamo bene".
L'altra sera una delle esperienze più difficili: il gruppo ha dovuto risalire attraverso il costone franato di un fiume: "Stiamo rientrando su Kathmandu. La strada era interrotta quindi ci hanno fatto fare un percorso alternativo, risalendo una montagna e scavallando praticamente la parte chiusa. Siamo rientrate proprio l'altro giorno dall'Himalaya, siamo stati a Gandruk, e per andare a Gandruk già avevamo trovato delle strade franate, interrotte. Ci hanno fatto fare un percorso alternativo che ha raddoppiato il tempo, dovevamo fare un percorso di tre ore e mezza, invece sono state poi 6-7 ore di cammino per scavallare la parte franata.
A rientro poi dall'Himalaya, la sera che eravamo a Gandruk ha piovuto, è arrivato il monsone, e siamo poi rientrati e ritornando abbiamo trovato anche un'altra parte franata, tale per cui abbiamo dovuto risalire il fiume, arrampicandoci sul letto del fiume che era franato, attaccandoci a piante, a pietre, quindi è stato un rientro abbastanza particolare e abbastanza difficile. Oggi invece per rientrare su Kathmandu la viabilità è drammatica, perché la strada che collega Chituana a Kathmandu, che è uno scavallamento montagnoso, una strada stretta dove passano macchine, pulmini, veicoli, carri e le persone hanno difficoltà a passare, quindi ci sono dei momenti dove si blocca tutto, tutto è immobile, però ce l'abbiamo fatta".