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Recensione Engwe Zip: la bici elettrica che si piega come un trolley
La Engwe Zip è un'altra sperimentazione da parte di Engwe, un po' come la O20 Boost che abbiamo recensito di recente. Se in quel caso la parola chiave era "nessun compromesso", qui è quasi l'opposto: la Zip è un compromesso a tutto tondo, costruito attorno all'idea di ottenere una ebike estremamente compatta e trasportabile. Vediamo quindi quali sono i suoi punti di forza e dove, invece, Engwe ha dovuto scendere a patti con dei limiti, che in realtà potete già immaginare anche solo dando uno sguardo a come è fatta.
Engwe Zip non impressiona per la scheda tecnica, quantomeno sulla carta. Abbiamo una batteria da appena 360 Wh, ruote da 16 pollici con pneumatici da 1,95" ed un sensore di coppia che eroga un massimo di 40 Nm.
Numeri piuttosto modesti se confrontati con le ultime ebike del marchio.
Per valutare la Zip, però, è necessario metterla in prospettiva, perché bisogna considerare il suo peculiare design brevettato a tripla piegatura con telaio in acciaio e forcella anteriore monobraccio. Il sistema in questione permette di ripiegare la bici facendo collassare telaio e parte anteriore in una configurazione estremamente compatta, con la ruota anteriore che si allinea a quella posteriore. È possibile pure notare delle piccole ruote che aiutano il trasporto una volta piegata, proprio come se fosse un trolley.
Engwe parla di appena tre secondi per poter piegare la Zip, anche se nella pratica non è proprio così, visto che bisogna comunque abbassare il sellino e prendersi qualche secondo in più per sistemare anche i pedali, che invece non sono pieghevoli. Resta, in ogni caso, il sistema di piegatura più semplice che abbiamo provato finora su una ebike pieghevole, persino più immediato di quello della O20 Boost, che con il suo doppio cavalletto riusciva a mantenere la bici dritta.
Da piegata, la Zip misura circa 62,5 cm di larghezza, 37,4 cm di larghezza e 67,3 cm di altezza, in modo tale che possiate per l'appunto trasportarla con più facilità rispetto al resto delle ebike a pedalata assistita.
Nonostante le dimensioni particolarmente contenute, Engwe non ha sacrificato più di tanto le funzionalità della Zip, che rimane a tutti gli effetti una ebike completa. Oltre al già citato robusto sistema di piegatura, troviamo il collegamento allo smartphone tramite app Engwe, attraverso la quale è possibile tenere sotto controllo i chilometri percorsi e gestire alcune funzioni della bici, come l'accensione del faro anteriore e il livello di assistenza alla pedalata.
I livelli di assistenza sono tre e non manca nemmeno la modalità Walk, utile per accompagnare la bici quando si procede a piedi. Interessante anche la presenza dei freni a disco idraulici, tutt'altro che scontati su una bici così compatta e "limitata".
Peculiare anche la batteria, che è poco più grande di uno speaker Bluetooth, ma ve ne parleremo meglio nell'apposito paragrafo. Vi basti sapere che la stessa si infila in una sorta di zaino incluso in confezione, che si aggancia frontalmente alla bici, e può contenere volendo anche lo smartphone grazie alla tasca anteriore.
Per quanto riguarda l'illuminazione, il faro anteriore può essere attivato direttamente dai tasti del display oppure tramite app, mentre il fanale posteriore segue una logica decisamente più tradizionale: è presente un piccolo interruttore fisico sul fanale che bisogna azionare manualmente. Di conseguenza, quando si sale (o si scende) dalla bici, bisogna ricordarsi di accenderlo (o spegnerlo). Non la più comoda delle soluzioni, a dirla tutta.