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I raggi gamma potrebbero dirci quali alberi stanno per morire
Un gruppo di ricercatori ha sperimentato una tecnica basata sui raggi gamma per osservare ciò che accade sotto gli alberi senza scavare. L’obiettivo è individuare alterazioni associate allo stress idrico prima che il declino diventi evidente nella chioma, ottenendo così indicazioni su quali esemplari potrebbero essere maggiormente esposti al rischio di morte.
Il principio sfrutta la capacità della radiazione gamma di attraversare materiali che bloccano la luce visibile. La quantità di radiazione rilevata può cambiare in funzione della densità, della composizione e dell’umidità del sottosuolo. Analizzando queste variazioni nel tempo, gli scienziati possono ricostruire indirettamente come si modifica l’ambiente attorno a un albero, senza dover rimuovere terreno o danneggiare l’apparato radicale.
Per una pianta, la disponibilità di acqua nel suolo determina la possibilità di mantenere attivi fotosintesi, trasporto dei nutrienti e raffreddamento attraverso le foglie. Durante una siccità prolungata, un albero può ridurre gli scambi gassosi e consumare le proprie riserve. I sintomi esterni, tuttavia, possono comparire quando il processo fisiologico è già avanzato.
Il risultato centrale della ricerca è che alcuni cambiamenti rilevati attorno alle radici sembrano precedere i segnali più visibili del declino. Le misure gamma potrebbero quindi funzionare come un segnale precoce, ma non costituiscono una diagnosi certa: un’anomalia nel terreno può dipendere anche da precipitazioni, struttura geologica, drenaggio o caratteristiche specifiche della pianta.
La relazione osservata non dimostra inoltre che la scarsità d’acqua rilevata provochi da sola la mortalità degli alberi. Parassiti, incendi, temperature elevate, malattie e competizione per le risorse possono contribuire allo stesso esito. La capacità predittiva del metodo dovrà essere verificata su specie, terreni e condizioni climatiche differenti, confrontandola con misure fisiologiche dirette.
Se confermata da studi più ampi, la tecnica potrebbe affiancare satelliti, sensori meteorologici e osservazioni sul campo nel monitoraggio forestale. Le squadre incaricate della gestione dei boschi potrebbero concentrare controlli e interventi nelle aree dove il sottosuolo mostra variazioni persistenti, anziché attendere la perdita delle foglie o il disseccamento dei rami.
Foreste sottoposte a siccità più frequenti rappresentano una delle conseguenze del cambiamento climatico, ma prevedere il destino di un singolo albero rimane complesso. I raggi gamma non offrono una sfera di cristallo: forniscono un nuovo modo per osservare una parte nascosta dell’ecosistema e trasformare cambiamenti fisici del terreno in informazioni potenzialmente utili.
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