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Ghiacciaio Petermann: si stacca un’isola di ghiaccio da 76 km²
Una sezione di 76 chilometri quadrati si è separata dalla lingua galleggiante del ghiacciaio Petermann, nella Groenlandia nordoccidentale, formando una grande isola di ghiaccio. Il distacco è avvenuto il 4 agosto 2026: le immagini radar di Copernicus Sentinel-1 mostrano che il giorno precedente la parte centrale della lingua era già fortemente deteriorata, mentre nelle successive ventiquattro ore il blocco si è liberato dal lato orientale. La superficie è paragonabile a quella di Manhattan e lo spessore potrebbe raggiungere i 150 metri.
L'Agenzia Spaziale Europea indica l'episodio come la maggiore perdita di ghiaccio galleggiante subita dal Petermann dal 2012 e come il più importante distacco registrato nell'Artico dal 2020. Il ghiacciaio conserva una delle maggiori lingue galleggianti della Groenlandia e aveva già prodotto grandi isole di ghiaccio nel 2008, 2010 e 2012. Da quell'ultimo evento la struttura era rimasta relativamente stabile, pur continuando a essere sorvegliata.
I segnali della nuova frattura erano emersi diversi mesi prima. Le osservazioni interferometriche raccolte nell'aprile 2026 avevano rilevato deformazioni e fratture nella lingua glaciale. Durante la fase immediatamente precedente al distacco, la combinazione ravvicinata dei satelliti Sentinel-1C e Sentinel-1D ha consentito di acquisire immagini a intervalli di un giorno. Il radar ad apertura sintetica della missione Sentinel-1 opera giorno e notte e attraversa la copertura nuvolosa, permettendo osservazioni regolari anche nelle regioni polari.
Il distacco potrebbe quindi proseguire. Due sezioni ancora collegate al ghiacciaio, stimate rispettivamente in 97 e 87 chilometri quadrati, presentano fratture che potrebbero portare a nuove separazioni. Il loro futuro resta per ora incerto: le immagini documentano l'indebolimento della lingua, ma non consentono di stabilire quando o se i blocchi diventeranno isole di ghiaccio autonome. La loro superficie complessiva sarebbe superiore a quella del frammento appena liberato.
Il Petermann viene seguito con dati Sentinel-1 dal 2019 da un gruppo internazionale sostenuto in parte dal progetto ESA FutureEO ARCTEX. Le attività coinvolgono ricercatori delle Università di Ottawa, Stirling, Lancaster e Leeds insieme a Environment and Climate Change Canada. Il monitoraggio servirà a ricostruire la risposta del ghiacciaio alla perdita della sezione galleggiante e a osservare l'eventuale evoluzione delle fratture ancora presenti.
Il Canadian Ice Service sta inoltre seguendo la traiettoria della nuova isola di ghiaccio. Masse di queste dimensioni possono persistere per anni e frammentarsi in blocchi più piccoli, più difficili da individuare. Le prossime osservazioni dovranno misurare spostamenti e frammentazione, oltre a valutare i possibili rischi per la navigazione e per le infrastrutture artiche. La sorveglianza resterà quindi concentrata sia sull'isola già separata sia sulle due porzioni ancora unite al Petermann.
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