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Crisi memorie 2026: il superciclo RAM è senza precedenti?
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La memoria è tornata a essere una delle componenti più costose di un computer e questa volta il problema non riguarda soltanto chi cerca un kit DDR5 ad alta capacità. La pressione riguarda contemporaneamente DRAM, NAND Flash, SSD e, in misura diversa, anche hard disk destinati ai data center. È una combinazione insolita perché in molte crisi precedenti l’aumento della RAM e quello dello storage non coincidevano nel tempo.
Un rilevamento europeo effettuato a metà 2026 da ComputerBase su un paniere di prodotti venduti online mostra, rispetto a settembre 2025, un aumento medio del 345% per la RAM, del 126% per gli SSD e del 129% per gli hard disk. Nel campione, un kit DDR5 da 32 GB passato da 87 a 429 euro registra quasi +400%, mentre un kit da 64 GB è salito da 213 a oltre 1.000 euro
Il metodo non rappresenta un indice mondiale dei prezzi, ma fotografa bene ciò che sta accadendo sul mercato retail europeo. Qui l’analisi completa di ComputerBase.
La stessa dinamica è ormai visibile anche sui prodotti finiti. Macitynet ha seguito per mesi la crisi delle RAM e delle memorie NAND, fino alle conseguenze concrete sui Mac: alcune configurazioni sono diventate difficili da ordinare, Mac Studio ha perso per un periodo la configurazione da 512 GB e Apple ha progressivamente eliminato o limitato configurazioni di Mac mini e Mac Studio con molta memoria.
A giugno ’26 Tim Cook ha definito inevitabile il trasferimento di parte dei rincari sui prodotti, spiegando che DRAM e NAND erano diventate un problema non più assorbibile soltanto attraverso i margini.
A monte, dove i produttori di computer acquistano direttamente chip e moduli, il movimento è ancora più evidente. TrendForce ha rilevato per il primo trimestre 2026 un aumento dei prezzi contrattuali della DRAM convenzionale del 90-95% in un solo trimestre, con la PC DRAM oltre +100%.Nel secondo trimestre la DRAM ha aggiunto un altro 58-63%, mentre la NAND Flash è salita del 70-75%.
Nel terzo trimestre i rincari hanno rallentato, ma restano positivi: +13-18% per la DRAM e +10-15% per la NAND. TrendForce definisce il salto del primo trimestre un record, mentre per il secondo trimestre indica esplicitamente la riallocazione della capacità verso HBM e server come una delle cause principali.
Il particolare importante è proprio quest’ultimo. La domanda di PC e smartphone si sta indebolendo e i produttori dichiarano di avere raggiunto il limite dei costi trasferibili sul cliente, ma i prezzi delle memorie continuano a salire. Vi abbiamo già raccontato come la crisi di DRAM e NAND stia contribuendo a far aumentare i prezzi degli smartphone mentre le vendite diminuiscono. È uno dei segnali che distinguono il 2026 da un normale rialzo stagionale.
Guardando indietro scopriamo che le crisi della RAM non sono affatto una novità. Il mercato DRAM presenta da decenni una caratteristica particolare: alterna periodi di scarsità, prezzi elevati e grandi profitti a periodi di sovrapproduzione nei quali i prezzi precipitano. In letteratura economica e industriale viene spesso descritta come una successione di boom and bust cycle o, più informalmente, come silicon cycle.
Possiamo quindi dire che queste crisi sembrano cicliche, purché non si intenda che tornano ogni cinque, dieci o quindici anni con regolarità. La ciclicità è economica: prezzo alto, investimenti, nuova capacità, eccesso di offerta, crollo dei prezzi, riduzione degli investimenti e nuova scarsità. Il calendario cambia perché ogni ciclo viene innescato da condizioni diverse.