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Arm rischia la rivolta degli azionisti per il compenso del CEO
Arm si trova davanti a una possibile contestazione degli azionisti per il nuovo pacchetto retributivo destinato al suo amministratore delegato. ISS e Glass Lewis hanno raccomandato di votare contro la proposta, che potrebbe riconoscere al CEO un premio teorico di circa 800 milioni di dollari. Per incassarlo interamente, tuttavia, la società dovrebbe raggiungere una capitalizzazione di 2.000 miliardi di dollari entro marzo 2031.
Il compenso di Rene Haas è strutturato attraverso un piano straordinario una tantum, denominato Value Creation Plan. Il CEO otterrebbe il 25% del premio se Arm arrivasse a una valutazione di 1.000 miliardi di dollari entro marzo 2029. La quota cumulativa salirebbe al 50% con 1.500 miliardi entro marzo 2030, mentre l'intera assegnazione scatterebbe con il traguardo finale previsto per l'anno successivo.
Il pacchetto comprende 425.000 Performance Share Units, il cui valore massimo presuppone un prezzo del titolo vicino a 1.880 dollari. Per verificare il raggiungimento di ciascun obiettivo, Arm utilizzerà la media mobile del prezzo di chiusura registrato durante un periodo di 60 giorni precedente alla relativa scadenza. Le tranche matureranno ad aprile 2031, 2032 e 2033, a condizione che Haas rimanga alle dipendenze della società.
Gli obiettivi intermedi mancati potranno essere recuperati qualora Arm raggiunga successivamente una soglia superiore. La capitalizzazione attuale, stimata intorno a 264 miliardi di dollari, rende però enorme la distanza dal primo traguardo. ISS e Glass Lewis ritengono che premi di questa portata siano insoliti nel mercato britannico e che non esistano prove sufficienti della loro efficacia nel migliorare le prestazioni aziendali.
Le critiche investono anche la governance societaria. ISS ha invitato gli azionisti a opporsi alla rielezione di Haas e del presidente Masayoshi Son, sostenendo che il consiglio non disponga di sufficiente indipendenza. È un problema che rientra nel rapporto fra consiglio di amministrazione, rischio tecnologico e azionisti, soprattutto quando proprietà, controllo e incarichi dirigenziali si sovrappongono.
SoftBank possiede infatti circa l'86,4% di Arm e può determinare l'esito della maggior parte delle risoluzioni ordinarie. La società è classificata come controlled company dalle regole del Nasdaq e può quindi sfruttare alcune esenzioni dai requisiti applicati alle imprese senza un azionista dominante. Haas siede inoltre nel consiglio di SoftBank dal 2023 e da aprile 2026 guida, con un incarico part-time, SoftBank Group International.
Arm difende il piano sostenendo di dover competere con le retribuzioni dell'industria tecnologica statunitense: Haas lavora in California e molti dei concorrenti per dirigenti e ingegneri sono aziende americane. La strategia accompagna inoltre l'espansione oltre le licenze di proprietà intellettuale, avviata con la Arm AGI CPU destinata alle infrastrutture per l'intelligenza artificiale. La società indica che i server basati sulla propria tecnologia intercettano oltre il 45% dei ricavi del segmento data center, ma senza il sostegno di SoftBank una bocciatura del piano retributivo rimane poco probabile.
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