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PC che si spegne sotto carico: come isolare PSU, temperatura e GPU prima di cambiare alimentatore
Se il PC si riavvia sotto sforzo senza mostrare una schermata blu, non conviene ordinare subito un alimentatore o un dissipatore: bisogna verificare quale carico provoca il guasto e dopo quanto tempo. La sequenza più utile è riportare tutto ai valori di fabbrica, osservare log e sensori, provare CPU e GPU separatamente, poi insieme e infine ripetere il test cambiando un solo parametro. Un arresto quasi istantaneo soltanto con CPU e GPU attive orienta verso alimentatore o cablaggio; un problema che arriva con temperature in crescita fa sospettare il raffreddamento, ma nessun singolo indizio basta da solo.
Salvate i documenti e lavorate con il PC sorvegliato, perché uno stress test può far riapparire il difetto. Spegnete e scollegate il sistema per controllare che i connettori ATX, EPS della CPU e PCIe o 12V-2x6 della scheda video siano inseriti fino in fondo, senza plastica scolorita, pin deformati o odore anomalo. Verificate che le ventole possano girare e che le prese d’aria non siano ostruite. Se notate fumo, scintille o un connettore danneggiato, non eseguite test e rivolgetevi a un tecnico; non aprite mai l’alimentatore.
Annotate le impostazioni attuali, quindi caricate le impostazioni stock del BIOS: niente overclock, undervolt, PBO, MultiCore Enhancement o profili manuali. Disattivate temporaneamente anche XMP o EXPO e ripristinate frequenze e power limit della GPU, perché una memoria marginale o una curva voltage-frequency troppo aggressiva può imitare un guasto dell’alimentatore. Non aggiornate BIOS, driver e tre utility nello stesso momento: se il comportamento cambia, non saprete quale intervento ha contato. Conservate invece una tabella con prova, temperatura ambiente, picchi, errori e tempo trascorso prima del riavvio.
In Visualizzatore eventi aprite Registri di Windows, Sistema e cercate gli eventi immediatamente precedenti all’arresto: WHEA-Logger, errori del driver video, volmgr e arresti inattesi sono più informativi se allineati allo stesso minuto. Il Kernel-Power 41 documentato da Microsoft significa che Windows è ripartito senza una chiusura corretta; non certifica un alimentatore difettoso. Controllate BugcheckCode e l’eventuale evento volmgr 46: un dump non scritto può nascondere un BSOD. Disattivare temporaneamente il riavvio automatico nelle impostazioni avanzate di avvio può rendere visibile un vero codice di stop.
Usate la stessa utility di monitoraggio per tutte le prove e registrate temperatura CPU package, temperatura e hotspot GPU, frequenze, potenza riportata dai sensori, velocità delle ventole ed errori WHEA. OCCT è comodo perché offre carichi CPU, CPU+RAM, 3D, VRAM e Power nello stesso ambiente; non è però necessario inseguire il massimo consumo possibile. Partite con pochi minuti, interrompete se la temperatura sale senza stabilizzarsi, compaiono artefatti o odori, oppure viene raggiunto il limite indicato dal produttore. Solo se tutto resta regolare estendete gradualmente la prova.
Un misuratore da presa come KETOTEK 16 A può registrare il consumo AC dell’intero PC a riposo e nei quattro scenari, rendendo evidente quanto cambia il carico combinato. Va scelto entro i limiti elettrici dichiarati e collegato a una presa integra; la lettura a muro include le perdite dell’alimentatore e non equivale alla potenza DC erogata ai componenti. Inoltre non cattura necessariamente picchi molto brevi né misura la qualità delle linee interne: serve per confronti indicativi, non per dichiarare sano o guasto un PSU.
Avviate il test CPU lasciando la GPU quasi inattiva, prima sul solo processore e poi, se necessario, su CPU+RAM. Osservate se la temperatura raggiunge un plateau, se le frequenze calano per throttling e se OCCT o Windows registrano errori WHEA. Un riavvio qui, replicabile anche a freddo, sposta l’attenzione su stabilità della CPU, memoria o controller, alimentazione EPS e VRM della scheda madre; se arriva soltanto dopo un’ascesa termica, controllate montaggio del dissipatore, pompa e flusso d