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Tomb Raider: Legacy of Atlantis visto in azione
Niente niente, sono passati trent'anni da quando Lara Croft ha fatto il suo esordio nel mondo dei videogiochi col primo Tomb Raider, uscito originariamente nell'ottobre del 1996 su Saturn per poi sbarcare a stretto giro anche su PC e, naturalmente, sulla prima PlayStation, dove ho avuto modo di giocarci all'epoca. Da allora di cose ne sono cambiate parecchie, per la nostra eroina, di pari passo con l'evoluzione delle macchine da gioco, delle meccaniche legate ai cosiddetti action adventure ma anche del mercato, ma lei è rimasta sempre in sella nonostante l'assedio di serie come Uncharted, dimostrando che un personaggio può essere derivativo e originale allo stesso tempo (il DNA è quello della serie Indiana Jones).
Per festeggiare questo traguardo, la nostra Lara si prepara a fare ritorno con ben due giochi, entrambi svelati durante gli ultimi Game Awards e destinati a vedere la luce nel corso dei prossimi due anni: Tomb Raider: Catalyst, seguito di Tomb Raider: Underworld previsto per il 2028, e Tomb Raider: Legacy of Atlantis, in uscita su PC, PlayStation 5, Xbox Series X/S e Nintendo Switch 2 il 12 febbraio del 2027, tra una manciata di mesi. Parliamo, per chi non fosse sul pezzo, di una rivisitazione della prima avventura della celebre archeologa, la stessa già alla base di Tomb Raider: Anniversary, uscito nel 2007.
In occasione della recente Gamescom ho avuto la possibilità di vedere in azione una piccola porzione del suddetto titolo in modalità "hands off" o, meglio, giocata dagli sviluppatori presenti in loco. Nonostante sia decisamente presto per tirare le somme, il lavoro svolto da Flying Wild Hog in concerto con Crystal Dynamics sembra procedere bene, tra una direzione artistica e una grafica degne di Unreal Engine 5 e la decisione di svecchiare il sistema di controllo senza tuttavia tradire i "marchi di fabbrica" tipici della protagonista.
La demo era ambientata in Grecia nella Stanza di Damocle, una delle aree-trabocchetto che la protagonista è chiamata a superare nel tentativo di recuperare il misterioso artefatto Scion; una zona ideale per permettere agli spettatori di osservare in azione tutto il set di abilità di Lara, tra combattimenti, risoluzione di enigmi e momenti platform infarciti di parkour.
A saltare immediatamente agli occhi sono stati ovviamente gli ambienti: ampi, ricchi di dettagli eloquenti, curati in ogni angolo ed estremamente coerenti in termini di direzione artistica; tuttavia, il vero colpo di fulmine è scattato davanti alle animazioni della protagonista, che la rendono estremamente riconoscibile al netto di un restyling del personaggio giocoforza importante.
Tutto, dalla corsa alla passeggiata, passando per i salti, le arrampicate fino all'immancabile estrazione delle pistole, contribuisce a raccontare il personaggio tracciando un filo rosso tra le epoche e raccontando la volontà, da parte del team di sviluppo, di muoversi nel rispetto della tradizione della serie. In più, a prescindere dal background e dalla mitologia strutturatasi nel corso degli anni attorno a Lara, similmente a molti personaggi dei videogiochi classici questa nasce soprattutto come "attante", di conseguenza azzeccare la riproposizione delle azioni rappresenta già un bel passo nella direzione giusta.
La qualità delle animazioni si estende anche alle altre creature presenti nella demo: dai pipistrelli che accolgono l'archeologa all'interno della struttura fino al ghepardo che cercherà di farle la festa; proprio lo scontro col felino ha rappresentato un perfetto banco di prova per apprezzare la reattività e la flessibilità del sistema di combattimento, decisamente più dinamico rispetto a quello del 1996, nonché ampiamente basato sull'alternanza tra attacchi con le pistole e mosse acrobatiche.
Sotto questo punto di vista, Legacy of Atlantis ha scelto sensatamente di incorporare o rileggere molte delle lezioni nate attorno al genere che il suo antesignano ha contribuito a inventare, di conseguenza siamo davanti a un act