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Caso Ranucci, sotto esame mail ed intervista su business africani di Lavitola
Gli affari di Valter Lavitola in Africa, legati al business del carbon credit, potrebbero diventare un nuovo filone di indagine nel procedimento legato all'attentato al giornalista Sigfrido Ranucci. Gli inquirenti giudicano "interessante" dal punto di vista investigativo l'intervista rilasciata il 29 giugno scorso dall'ex conduttore di Report ad un giornalista dello Zimbawe e la mail, resa nota dal Tg1, con cui Ranucci ha messo a parte lo stesso Lavitola dei colloqui. Atti che potrebbero presto essere acquisti e finire in una nuova tranche d'inchiesta con nuove fattispecie penali.
Nella comunicazione Ranucci avrebbe anticipato al faccendiere i contenuti del colloquio con il quotidiano zimbabwese 'The Standard'. L'articolo, pubblicato in lingua inglese il 5 luglio e poi rimosso dal sito nelle ore successive alla perquisizione domiciliare di Lavitola, faceva riferimento a una presunta attività di approfondimento giornalistico da parte di Report riguardante alcuni imprenditori italiani attivi nel mercato dei crediti di carbonio, che sostengono di essere stati truffati da un partner locale. Nell'intervista Ranucci affermerebbe di aver parlato con un funzionario dell'ambasciata italiana in Zimbabwe.Nella email indirizzata a Lavitola comparirebbe inoltre una richiesta di ulteriori informazioni su una persona definita come un presunto "millantatore", dati che sarebbero stati ritenuti utili ai fini dell'inchiesta giornalistica.
Il 29 giugno Sigfrido Ranucci, ex conduttore della trasmissione Report, inviò una mail a Valter Lavitola, relativa a una vicenda legata al settore dei carbon credit in Zimbabwe. E' quanto rende noto il Tg1. Il materiale potrebbe essere acquisito dai pm che indagano sull'attentato al giornalista avvenuto il 16 ottobre del 2025. Secondo quanto riportato dal telegiornale della Rai, nella comunicazione Ranucci avrebbe anticipato al faccendiere i contenuti di un'intervista rilasciata al quotidiano zimbabwese The Standard. L'articolo, pubblicato in lingua inglese il 5 luglio e poi rimossa dal sito, faceva riferimento a una presunta attività di approfondimento giornalistico da parte di Report riguardante alcuni imprenditori italiani attivi nel mercato dei crediti di carbonio, che sostengono di essere stati truffati da un partner locale.
Nell'intervista, sempre secondo quanto riferito dal Tg1, Ranucci affermerebbe di aver parlato con un funzionario dell'ambasciata italiana in Zimbabwe. Nella email indirizzata a Lavitola comparirebbe inoltre una richiesta di ulteriori informazioni su una persona definita come un presunto "millantatore", dati che sarebbero stati ritenuti utili ai fini dell'inchiesta giornalistica. La vicenda si inserirebbe nel contesto delle questioni societarie che negli ultimi anni hanno interessato Lavitola e alcuni suoi soci nel Paese africano. Attraverso il proprio legale, Roberto De Vita, Ranucci ha spiegato che la trasmissione Report si era già occupata in passato del tema dei carbon credit e che l'interesse giornalistico per la materia rientrerebbe nell'attività ordinaria di approfondimento della redazione.