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VMware ammette l'errore e corteggia di nuovo la piccola azienda
VMware ha passato tre anni a scoraggiare il rinnovo di vSphere Standard, il suo pacchetto entry-level, per spingere i clienti verso Cloud Foundation, più caro e complesso. Il Chief Product Officer Paul Turner ha ammesso l'eccesso, definendolo corretto, e ha promesso un vSphere Standard aggiornato, mentre nello stesso periodo il concorrente open-source Proxmox ha aperto un ufficio in Nord America con supporto attivo 24 ore su 24. Lo racconta The Register, ricostruendo le parole di entrambi i dirigenti.
Broadcom è stata spesso accusata di voler capitalizzare troppo sui suoi clienti e di trascurare i più piccoli, e ha involontariamente alimentato diverse ondate di migrazione, a vantaggio di concorrenti come Nutanix e di prodotti open come Proxmox. Pare che il vento però stia cambiando.
Il prezzo di quella scelta si è visto altrove: alcuni grandi clienti hanno lasciato VMware del tutto, come racconta il caso di T-Mobile, che ha spostato decine di migliaia di macchine virtuali altrove.
In Europa la pressione è arrivata anche dai clienti istituzionali, che hanno chiesto a Bruxelles di intervenire sulle condizioni imposte dopo l'acquisizione. Un'altra frizione era già nota: nel 2025 Broadcom aveva già bloccato i download delle patch per alcune licenze. Diversi provider hanno scelto l'open source per restare autonomi da un solo fornitore, come mostra il caso dei service provider europei tornati a soluzioni alternative, lo stesso bivio che oggi affronta chi deve scegliere tra Proxmox e VMware per un'infrastruttura piccola.
"Abbiamo avuto un focus troppo grande su VCF", ha ammesso Turner: gli incentivi commerciali avevano spinto la forza vendita verso il pacchetto più costoso, invece che verso vSphere Standard, e "lo abbiamo corretto", ha aggiunto. Lo stesso dirigente promette ora che il nuovo vSphere Standard sarà "un'offerta migliore e più solida" di Proxmox, usando proprio il ritardo del rivale open source nell'introdurre il supporto 24 ore su 24 come prova della sua minore maturità.
Ram Velaga, a capo dell'Infrastructure Software Group, spiega perché la scelta fu deliberata: "le persone potrebbero distrarsi", ha detto, riferendosi al rischio che un'offerta entry-level aggiornata avrebbe allontanato l'attenzione dei clienti dal messaggio che posizionava Cloud Foundation come alternativa al cloud pubblico nel 2025.
Le promesse al momento sono tuttavia ancora vaghe: memory tiering e supporto per ambienti fino a circa 128 core sono le uniche caratteristiche indicate finora, senza specifiche tecniche né una data di disponibilità. Le specifiche attuali di vSphere Standard risalgono a febbraio, prima di queste novità. I dettagli completi arriveranno solo a metà ottobre, quando Broadcom porterà VMware Explore a Francoforte, in Germania, il 13 e 14 ottobre.
Chi gestisce pochi server in azienda può scegliere fra un pacchetto di virtualizzazione semplice, pensato apposta per un'infrastruttura piccola, oppure una piattaforma più ampia pensata per data center interi con esigenze molto più complesse. Quando il fornitore smette di aggiornare la prima opzione e spinge solo sulla seconda, chi ha bisogno di poco finisce comunque a pagare per funzioni che non userà mai.
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