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Windows 11 dirà alle app se davanti allo schermo c’è un minore
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Windows 11 si prepara a diventare una sorta di custode digitale dei minori. Microsoft vuole infatti affidare al sistema operativo il compito di indicare alle applicazioni la fascia d’età dell’utente, così da limitare contenuti e funzioni non adatti senza comunicare età esatta o data di nascita.
Alla base ci sono requisiti normativi sempre più stringenti che, in varie parti del mondo, mirano a limitare l’accesso dei minori a contenuti e servizi non adatti alla loro età.
Le informazioni sulla fascia d’età potranno essere ricavate dagli sviluppatori attraverso Digital Safety Age Signals, una famiglia di API che consentirà alle applicazioni di interrogare il sistema operativo e sapere se l’utente appartiene alla fascia sotto i 10 anni, tra 10 e 12 anni, tra 13 e 15 anni, tra 16 e 17 anni oppure a quella dei maggiorenni.
L’obiettivo è ridurre la quantità di informazioni personali che ogni servizio deve raccogliere direttamente. È un approccio simile a quello adottato anche da Apple che, attraverso le API Declared Age Range, permette agli sviluppatori di ricevere indicazioni sulla fascia d’età senza ottenere necessariamente dati anagrafici dettagliati. Su Macitynet abbiamo spiegato come questi sistemi siano già diventati obbligatori in alcuni Paesi per il download delle app destinate ai maggiorenni.
Le piattaforme di sistema dedicate alla protezione dei minori e alle restrizioni legate all’età potranno quindi comunicare la fascia di appartenenza senza rivelare né l’età esatta né la data di nascita, indicando anche se la verifica è stata effettuata attraverso un sistema indipendente.
Microsoft dispone già di diverse informazioni che possono contribuire a determinare l’età di un utente, a partire da quelle associate all’account Microsoft. In alcuni Paesi l’azienda utilizza inoltre procedure di verifica specifiche per offrire esperienze adeguate all’età e rispettare i requisiti normativi locali.
A seconda dell’area geografica, la verifica può avvenire in modi diversi: attraverso una stima dell’età basata sul volto tramite selfie, caricando un documento di identità oppure utilizzando sistemi governativi dedicati, come ad esempio Singpass.
Digital Safety Age Signals farà quindi da intermediario tra Windows e le applicazioni. Microsoft spiega, per esempio, che un gioco potrebbe usare la fascia d’età per decidere se mostrare o meno determinate funzionalità, mentre servizi soggetti a obblighi normativi più stringenti potrebbero richiedere una verifica più approfondita.
Restano però diversi aspetti ancora da chiarire. Microsoft non ha indicato quando il servizio entrerà effettivamente in funzione, quali criteri saranno applicati alla registrazione delle applicazioni né quali controlli verranno introdotti per impedire utilizzi impropri delle informazioni sull’età degli utenti.