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Maxi sequestro su schede di memoria e USB false dalla Thailandia
Oltre 16.000 schede di memoria e chiavette USB con marchi presumibilmente contraffatti erano pronte per essere spedite da un magazzino thailandese in tutto il mondo. La Divisione 1 dell'Economic Crime Suppression Division (ECD Police) ha sequestrato 16.245 dispositivi a Khlong Song, nel distretto di Khlong Luang della provincia di Pathum Thani, al termine di un'operazione avviata dalle segnalazioni dei clienti di alcuni negozi online.
Le denunce descrivevano supporti inutilizzabili, capacità effettive inferiori a quelle pubblicizzate e comportamenti anomali assimilati dagli acquirenti a possibili infezioni informatiche. Su quest'ultimo punto, però, non risulta una verifica tecnica indipendente che abbia accertato la presenza di malware: le informazioni disponibili riportano soltanto i sintomi segnalati dagli utenti.
Dopo aver raccolto elementi sui venditori sospetti, gli investigatori hanno ottenuto un mandato di perquisizione per un deposito formato da due unità comunicanti. All'interno hanno trovato personale thailandese impegnato a confezionare la merce e preparare le spedizioni. Alcune scatole erano avvolte in pellicola nera e ammassate in modo da farle apparire come rifiuti.
L'inventario dettagliato riportato da Amarin TV indica 8.745 prodotti con il marchio SanDisk, la quota più consistente del materiale sequestrato. Seguono Xiaomi con 3.675 pezzi e Kingston con 2.870, mentre i dispositivi contrassegnati come OPPO sono 390. Completano il conteggio 325 unità HP e 240 FNK Vision.
I rappresentanti dei marchi avrebbero esaminato alcuni campioni, concludendo che i prodotti non provenivano dalle aziende indicate sulle confezioni e non erano passati attraverso i relativi controlli. Il caso riguarda quindi sia l'uso illecito dei marchi sia l'affidabilità di supporti venduti con caratteristiche che, stando alle segnalazioni raccolte, potevano differire sensibilmente da quelle dichiarate.
Un dipendente presente nel deposito avrebbe ricondotto l'attività a un investitore straniero, ma l'identità e il ruolo dei soggetti coinvolti devono essere ancora chiariti. Le indagini dell'ECD Police proseguono per ricostruire l'origine della merce e individuare fornitori, distributori, venditori e finanziatori dell'operazione.
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