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Recensione xTool F2: il dual-laser galvo per makers
Nel panorama dei laser da tavolo per makers e piccole imprese, l'xTool F2 permette di unire in un solo corpo compatto due sorgenti laser diverse e la velocità di un sistema galvo, tradizionalmente riservato a macchine industriali ben più costose. Il risultato è un incisore portatile che monta un modulo a diodo blu da 15 W e un modulo infrarosso da 5 W a 1064 nm, pensati per lavorare sia su materiali organici, sia su metalli. Vediamo come è andata la nostra prova.
L'xTool F2 è una macchina dual-laser rapida e precisa, capace di incidere oltre 300 materiali diversi grazie alla combinazione di diodo e infrarosso. Il sistema galvo raggiunge una velocità massima di 6.000 mm/s, quindi le lavorazioni su piccoli oggetti si completano in pochi secondi. La fotocamera integrata da 50 MP semplifica l'allineamento e apre alla lavorazione in serie, un vantaggio concreto per chi produce lotti di pezzi identici.
I punti deboli sono l'area di lavoro contenuta di circa 115 × 115 mm, il che limita i progetti di grande formato. E sui metalli, l'F2 marca ma non taglia. È uno strumento pensato per la personalizzazione e la produzione di serie di oggetti piccoli e medi, non per il taglio pesante.
Il cuore dell'xTool F2 è la sua architettura a doppia sorgente. Il modulo a diodo blu da 15 W si occupa dell'incisione e del taglio dei materiali organici, mentre il modulo infrarosso da 5 W, con lunghezza d'onda di 1064 nm, è dedicato alla marcatura dei metalli e delle superfici molto riflettenti. Si tratta di un laser galvo: anziché muovere fisicamente il pezzo o la testa lungo gli assi X e Y, il sistema galvo sposta il fascio attraverso specchi orientabili, ottenendo una velocità molto elevata.
Sulla carta arriva infatti a 6.000 mm/s, un valore che stacca in modo evidente i laser XY più diffusi sul mercato hobbistico. L'area utile di lavoro è di 115 × 115 mm, dimensione coerente con la vocazione della macchina verso oggetti di piccole e medie dimensioni.
Sopra al piano di lavoro trova posto una camera da 50 MP: il sistema di visione offre l'anteprima live dell'intera area, l'autofocus e un allineamento visivo tra grafica e pezzo con molta accuratezza (l'errore dichiarata è di 0,1 mm). La stessa fotocamera abilita il riempimento automatico e il batch processing, cioè la lavorazione automatizzata di più pezzi identici disposti sul piano.
Il modulo a diodo lavora bene su legno, bambù, MDF, pelle, carta e cartone, tessuti, alcune plastiche e acrilico, con la possibilità di ottenere rilievi 3D grazie alla modulazione della potenza su passaggi multipli. Il modulo infrarosso, invece, incide e marca acciaio inox, alluminio anche anodizzato, rame, ottone, leghe di titanio, metalli placcati e metalli preziosi come oro, argento e platino. L'IR interviene anche su plastiche, resine e superfici riflettenti dove il diodo blu non riesce a incidere in modo efficace.
Sul fronte software, l'F2 funziona esclusivamente con xTool Studio, il nuovo nome di quello che prima era xTool Creative Space. La suite integra librerie di materiali e parametri, autofocus e funzioni pensate per ridurre gli errori di calibrazione. Include inoltre strumenti per l'incisione su superfici curve e cilindriche con compensazione del fuoco e della geometria, una capacità che il precedente modello F1 non offriva. Il rilievo 3D e la marcatura a colori sui metalli, ottenuta giocando sulle variazioni di ossidazione superficiale dell'acciaio inox, completano il ventaglio di lavorazioni disponibili.
Durante i test la prima impressione riguarda la velocità operativa. Le incisioni su targhette, portachiavi e card metalliche si completano in pochi secondi, e questo cambia il ritmo del lavoro rispetto a un laser a diodo tradizionale. Quando si producono decine di pezzi in una sessione, il vantaggio dei 6.000 mm/s si accumula e diventa tangibile. La macchina è compatta e trasportabile, quindi si presta a essere portata in fiere, mercatini o piccoli laboratori senza troppe complicazioni logistiche.
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