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Google, proteste in Austria per il data center da 150 MW
Un campus da circa 50 ettari, con un possibile assorbimento elettrico paragonabile ai consumi di 900.000 famiglie, ha acceso il confronto sulle infrastrutture necessarie a sostenere cloud e intelligenza artificiale in Europa. Google sta costruendo a Kronstorf il suo primo data center austriaco, annunciato formalmente nell’aprile 2026 e destinato a entrare in funzione nel 2027. L’azienda prevede la creazione di 100 posti di lavoro diretti.
La prima fase del progetto potrà raggiungere una potenza di 150 MW. Un ampliamento completo porterebbe il campus fino a 500 MW, con un consumo stimato tra 1,5 e 2 TWh all’anno, ma questa configurazione non è ancora coperta da una decisione finale d’investimento. Austrian Power Grid ha paragonato il fabbisogno massimo a quello di circa 900.000 famiglie, mentre il regolatore E-Control ritiene che la rete austriaca possa gestire il carico previsto.
Anche l’acqua è al centro delle contestazioni. Il permesso contempla un prelievo massimo di 15.200 metri cubi al giorno nell’eventuale configurazione finale; Google sostiene che il normale esercizio della prima fase resterà molto al di sotto di quel limite. Il sistema userà raffreddamento evaporativo e acqua di subalveo del fiume Enns. Fino a 5,8 milioni di litri di acqua di raffreddamento riscaldata potrebbero essere restituiti ogni giorno al fiume, nel rispetto delle autorizzazioni. Google stima un aumento della temperatura dopo la miscelazione pari a circa 0,01 gradi.
Più di 200 persone hanno partecipato a una protesta contro il progetto. La Bürger:inneninitiative Rechenzentrum Kronstorf, insieme ad ambientalisti e altri oppositori, chiede maggiore trasparenza e valutazioni d’impatto obbligatorie per i grandi data center. Il quadro delle autorizzazioni, comprese quelle relative alla rete e alle risorse idriche, è ricostruito anche nelle FAQ del governo dell’Alta Austria.
Google afferma che l’impatto termico sull’Enns sarà trascurabile e che i costi per collegare il campus alla rete elettrica non saranno trasferiti agli altri utenti. La struttura è inoltre predisposta per recuperare il calore residuo prodotto dai server. Gli accordi con soggetti esterni interessati a utilizzare questa energia termica, però, non risultano ancora conclusi. La scheda ufficiale del progetto di Kronstorf raccoglie i dati dichiarati dall’azienda su consumi, raffreddamento e possibili ampliamenti.
Il caso di Kronstorf si inserisce nell’espansione europea della capacità di calcolo destinata ai servizi cloud e all’intelligenza artificiale. La crescita dei data center sta rendendo disponibilità energetica, capacità delle reti e accesso all’acqua elementi centrali nella scelta dei siti. Per il campus austriaco sono definiti tempi e dimensioni della prima fase; l’eventuale sviluppo fino a 500 MW resta invece subordinato a una futura decisione d’investimento.
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