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Exodus è stato uno dei giochi più interessanti della Gamescom 2026
Exodus, RPG sci-fi di Archetype Entertainment, colpisce per narrativa ambiziosa, scelte complesse e innovativo uso della dilatazione temporale.
Exodus è un action RPG sci-fi ambientato 40.000 anni nel futuro e firmato da Archetype Entertainment, un team nato nel 2019 sotto l'ala di Wizard of the Coast e guidato da ex veterani di Bioware. Tra il personaggio interpretato da Matthew McConaughey e le grandi ambizioni in fatto di sviluppi narrativi, legate anche all'interessante concetto della dilatazione temporale, il titolo ci ha intrigato sin dal suo annuncio. La nostra curiosità è cresciuta all'aumentare del materiale disponibile su lore, ambientazioni e personaggi principali, eppure la complessità del progetto - che comunque resta l'opera prima di questo collettivo - ha sempre tenuto comprensibilmente a freno le nostre aspettative. Alla GamesCom 2026 siamo finalmente riusciti a provare Exodus per circa un'ora, e in seguito abbiamo chiacchierato col team per scoprire dettagli su diverse delle sue caratteristiche. Spoiler: il gioco si è rivelato un po' spigoloso, ma anche uno dei titoli più interessanti tra quelli presenti a Colonia.
Per compiere viaggi interstellari, il protagonista di Exodus - Jun Aslan - ha bisogno di alcune parti da applicare alla propria nave. Suliman Tenjin, leader dell'omonima Dinastia, può procuragliele, ma in cambio chiede a Jun di accompagnarlo in missione su Khonsu. Parliamo di una piattaforma orbitale di difesa spaziale conquista alcuni anni prima da Gideon, il fratellastro di Jun, che l'ha poi lasciata in gestione a una sua luogotenente dal grilletto facile.
Prima di essere presa d'assalto, Khonsu era la più tranquilla casa dei Kay, una specie di rane facenti parte degli Awakened (animali senzienti dal DNA alterato dagli umani). La nostra demo si è aperta proprio nella fase preparatoria prima dell'operazione a Khonsu e ci ha dato modo di vedere qualche dialogo e la cinematica - semplice ma ben realizzata - in cui la nave ha lasciato la squadra di Jun a destinazione. In questi frangenti i protagonisti ci sono parsi abbastanza espressivi e il merito di questo va anche a una precisa scelta stilistica di Archetype, che ha immaginato dei volti sì verosimili e piuttosto dettagliati ma non basati su proporzioni del tutto realistiche (basti notare i visi oblunghi di Jun e Suliman per capire di cosa parliamo). In tal modo gli addetti ai lavori sono riusciti a mascherare parzialmente alcuni limiti dell'espressività facciale. Senza soffermarci sulle vistose oscillazioni del frame rate o sulla pulizia non ottimale dell'immagine, dato che il titolo è ancora in piena fase di polishing, vogliamo comunque promuovere quanto abbiamo visto in termini di esplosioni, effetti vari e illuminazione in interni, che ha saputo valorizzare l'aspetto degli scenari che abbiamo attraversato.
Le enormi porte circolari della struttura, il gigantesco volto alieno scavato in una grande sala e la reliquia toccabile soltanto col guanto posseduto dal protagonista, ci hanno immediatamente fatto pensare a un'installazione costruita dai Celestial, la razza avanzatissima di "ex umani" d'importanza cruciale negli eventi narrati. Per farla breve, le ambientazioni erano permeate da un piacevole alone di mistero e le abbiamo esplorate con curiosità. Inoltre, dagli animali senzienti di cui parleremo a breve, passando per la maggior parte delle superfici, sino alle tute dei protagonisti e ad alcuni scorci di un immenso pianeta, Exodus sembra voler raggiungere delle vette grafiche di un certo spessore, e ci auguriamo che la cosa possa valere anche per le versioni console del gioco. Durante la missione abbiamo fatto vari incontri, tra un soldato di Gideon con cui siamo stati clementi, un robot che abbiamo deciso di adulare giocando d'astuzia, per scucirgli informazioni utili, e una rana dei Kay appassionata di musica, chiamata 42 C. Aveva 2 anni, la rana, si riteneva un'adulta e in uno scambio coi protagonisti ha spiegato loro perché consideras