// PUNTO INFORMATICO — INTELLIGENZA ARTIFICIALE
L’AI sta sostituendo i programmatori? Microsoft riaccende il dibattito
Oramai l’intelligenza artificiale è capace di fare quasi tutto, e non c’è bisogno di ricordarlo. Può scrivere email, fare ricerche, generare video e musica da zero. Anche se nel campo artistico, almeno per il momento, fatica a eguagliare gli esseri umani. Ma se c’è un ambito in cui l’intelligenza artificiale eccelle davvero, è quello dei numeri. E la programmazione ne è un valido esempio.
Solo qualche anno fa, scoprivamo AlphaCode, l’intelligenza artificiale interna di Google, capace di programmare bene quanto un programmatore alle prime armi. Ma le cose si sono evolute rapidamente. Oggi l’AI è in grado di scrivere codice più velocemente degli esseri umani, nonostante i rischi che può comportare, soprattutto in termini di cybersicurezza.
Rischi che, evidentemente, non stanno frenando Microsoft, che ricorre sempre più all’AI per scrivere il codice dei propri software. D’altronde, l’amministratore delegato del colosso informatico, Satya Nadella, ha già dichiarato che dal 20 al 30% del codice in Microsoft è ormai scritto dall’intelligenza artificiale.
E queste affermazioni sono state appena rafforzate da David Fowler, vero e proprio veterano di Microsoft. Dopo aver lavorato ben 18 anni per l’azienda, quest’ultimo ha appena pubblicato: “Typing code is definitely over” (“scrivere codice è definitivamente finito”). Quantomeno, le cose sono chiare.
In ogni caso, il mestiere di programmatore non dovrebbe scomparire del tutto. L’AI non è perfetta, anzi, commette errori anche grossolani. Il suo “lavoro” deve quindi essere sempre controllato e verificato da esseri umani in carne e ossa.