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iPhone 18 Pro, la stangata sul prezzo c’è: rincari fino a 650 euro
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iPhone 18 Pro costa 150 euro in più rispetto a iPhone 17 Pro. Il dato era atteso e tutto sommato in linda con quello che anche qui a Macitynet, dopo l’annuncio di una crescita di 100$ negli USA, avevamo provato a pronosticare: da 1339 euro a 1.489 euro, circa il 10%. Ma questa è solo la punta dell’iceberg. Salendo con la capacità di archiviazione, infatti, il rincaro diventa molto più pesante
Partiamo dai tagli più bassi. iPhone 17 Pro da 256 GB costava 1.339 euro, mentre iPhone 18 Pro da 256 GB costa 1.489 euro. La differenza è quindi di 150 euro, pari a circa l’11,2%.
Lo stesso accade con il modello da 512 GB: si passa da 1.589 a 1.739 euro, ancora 150 euro in più con una crescita percentuale anche minore.
Anche iPhone 18 Pro Max segue lo stesso schema nei primi due tagli. Il modello da 256 GB sale da 1.489 a 1.639 euro, mentre quello da 512 GB passa da 1.739 a 1.889 euro: anche in questo caso 150 euro di differenza rispetto alla generazione precedente.
Ma proseguendo nel confronto le differenze diventano molto grandi percentualmente ed enormi se si considera il prezzo unitario. Il modello da 1 TB lo si paga 400 euro in più. Sul Pro Max da 2 TB l’aumento arriva addirittura a 650 euro: 3139 € contro i 2489 precedenti
iPhone 18 Pro introduce inoltre per la prima volta il taglio da 2 TB anche sul modello più piccolo, proposto a 2.989 euro. In questo caso non è possibile fare un confronto diretto, perché iPhone 17 Pro si fermava a 1 TB ma il prezzo è salatissimo: 2089 €.
Guardando il listino nel suo insieme emerge una possibile logica. Apple sembra aver cercato di contenere il rincaro sulle configurazioni d’ingresso, spostando una parte molto maggiore dell’aumento sui prodotti più costosi.
Sui tagli da 256 e 512 GB, infatti, si sborsano “solo” 150 euro in più. È un aumento importante, ma consente ad Apple di mantenere il prezzo di partenza di iPhone 18 Pro sotto la soglia dei 1.500 euro e quello di Pro Max poco sopra i 1.600 euro.
Il conto diventa invece molto più pesante sui modelli da 1 e 2 TB, cioè sulle configurazioni acquistate da chi è già disposto a spendere cifre molto elevate. È come se Apple avesse spalmato il rincaro in modo non uniforme, cercando di proteggere il più possibile i prodotti di ingresso e recuperando margine sulle configurazioni premium.