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Un fossile del Texas riscrive la storia dei primi insetti
Un gruppo internazionale di ricercatori dell’Accademia cinese delle scienze e dell’Università di Cambridge ha descritto un antico insetto che combinava caratteristiche terrestri e strutture compatibili con la vita acquatica. Lo studio, pubblicato su Nature, identifica nei fossili del Texas una nuova specie, Chosha praecursor, vissuta circa 324 milioni di anni fa: la sua anatomia suggerisce una fase semiacquatica nell’evoluzione di alcuni dei primi insetti.
I reperti provengono dalla Formazione Tesnus, nel Texas occidentale, e in passato erano stati interpretati come larve di crostacei. Le immagini ottenute con luce polarizzata incrociata hanno permesso ai ricercatori di riconoscere dettagli anatomici che sostengono una classificazione diversa. Gli esemplari sono stati identificati come femmine adulte, con un corpo lungo circa 32 millimetri.
L’animale possedeva sei zampe per camminare, un filamento terminale e un ovopositore, la struttura utilizzata per deporre le uova. A questi caratteri si aggiungevano però appendici articolate sui primi nove segmenti dell’addome, con quelle posteriori modificate in forme simili a pagaie. Negli insetti attuali, le sei zampe locomotorie sono invece concentrate sul torace.
Le appendici addominali, descritte nello studio anche come simili a branchie, suggeriscono una vita semiacquatica. A sostenere questa interpretazione contribuisce il contesto geologico: i sedimenti indicano ambienti costieri e deltizi con acque poco profonde. Il comportamento dell’animale resta un’ipotesi ricostruita attraverso l’anatomia e l’ambiente di deposizione dei fossili.
Il lavoro comprende inoltre il riesame di altri tre fossili enigmatici: Leverhulmia, del Devoniano della Scozia, e due reperti del Carbonifero provenienti da Mazon Creek, negli Stati Uniti. Secondo l’analisi delle parentele evolutive, questi animali appartengono a rami antichi della linea degli insetti, esterni al gruppo che comprende le specie viventi. Il confronto rivela una varietà di organizzazioni corporee negli insetti paleozoici privi di ali.
La riclassificazione interviene anche sul divario fra le età evolutive stimate attraverso gli orologi molecolari e la documentazione fossile. Questi metodi utilizzano le differenze genetiche per stimare quando le linee evolutive si sono separate. Secondo gli autori, il riconoscimento degli antichi insetti riduce parte della discrepanza, aggiungendo testimonianze anatomiche a un intervallo della loro storia scarsamente documentato.
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