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Labriola (Tim), servono regole continentali per lo spazio
Lo spazio rischia di diventare un
Far West e, riflette l'ad Pietro Labriola, va regolato prima che
sia troppo tardi. "Europa, Nord America, Cina, America Latina,
Africa: ciascuna grande area dovrebbe poter disporre dello
spazio necessario per garantire le proprie infrastrutture,
comunicazioni e sicurezza" scrive su Linkedin. "Prima pensiamo
che uno spazio non serva a nulla. Poi la tecnologia gli
attribuisce valore. Poi qualcuno arriva per primo e lo occupa. E
solo alla fine decidiamo di scrivere le regole.
Nel Novecento è successo con il mare. Nel XXI secolo rischia di
succedere con lo spazio. Questa volta sarebbe meglio pensarci
prima" esorta il manager.
"Un'analisi del sistema di informazione per la sicurezza
della Repubblica segnala che entro il 2031 la Low Earth Orbit
rischia la saturazione, in larga parte per le grandi
costellazioni come Starlink e Amazon. Potremmo arrivare al punto
in cui un Paese, o addirittura un continente, decida di
costruire una propria infrastruttura satellitare e scopra che lo
spazio utile è già stato occupato da chi è arrivato prima. E qui
il tema smette di essere tecnologico e diventa geopolitico.
Attraverso quei satelliti passeranno comunicazioni, dati,
servizi essenziali e capacità di difesa. L'Ucraina ci ha già
mostrato cosa può significare dipendere da un'infrastruttura
satellitare controllata da un soggetto privato straniero.
Possiamo allora lasciare che una risorsa così strategica e
limitata venga occupata secondo una logica "first come, first
served"? O dobbiamo iniziare a ragionare su una forma di
sovranità orbitale, non necessariamente nazionale, ma
continentale?" conclude.
Labriola (Tim), servono regole continentali per lo spazio
MILANO,
12 settembre 2026, 14:51
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