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Attivisti di Avs picchiati a Venezia, verso il Daspo per gli influencer
Il giorno dopo l'aggressione di un gruppo di Youtuber di estrema destra ai danni di attivisti di Avs e del Centro sociale Morion di Venezia, polizia e Digos stanno visionando le telecamere cittadine. L'obiettivo è ricostruire esattamente il percorso di Ambrose Omo Irogho, detto "JollyTime", influencer di origini nigeriane e da qualche tempo domiciliato a Bologna, dell'olandese Tom van den Heuvel, sui social "Dutch Travel Maniac", e degli altri influencer protagonisti, sabato a Venezia e nei giorni precedenti in altre città, delle ronde social.
Da lì la questura valuterà le misure più adeguate da adottare, a partire dal livello amministrativo: probabili Daspo urbano e fogli di via. Sul penale, si attende di capire come procederanno le persone aggredite, tra cui anche il consigliere della municipalità di Venezia Giovanni Fassioli. Sono una decina le persone finite in ospedale, con diversi giorni di prognosi.
Gli autori dell'aggressione sono già stati identificati, ma dai video si cerca di avere la certezza definitiva. Il sindaco Simone Venturini è in costante contatto con il prefetto e la questura per ricostruire la dinamica nel dettaglio. Da Ca' Farsetti arriva una "ferma condanna" e si ribadisce "che in questa città non c'è spazio per chi ricorre alla violenza o utilizza i social per alimentare tensioni e odio".
Concetto già espresso, in varie forme, più volte negli ultimi giorni. Perché a Venezia si moltiplicano gli episodi. Una decina di giorni fa l'influencer romano Simone Carabella si è presentato al parco del Piraghetto, a Mestre, provocando un gruppo di bengalesi riuniti in preghiera. Ha ricevuto un foglio di via di sei mesi ed è stato denunciato a piede libero per interruzione di manifestazione religiosa. Ad agosto, un gruppo di Youtuber capitanati da Mervin Hunter, improvvisatisi giustizieri anti pickpocket, hanno iniziato a spruzzare di vernice rossa o con una pistola ad acqua alcune persone sospettate di borseggi, per postarle sui propri social.
Lunedì mattina il centro sociale Morion presenterà una manifestazione indetta per il 19 settembre "contro l'odio fascista". Ma anche nella terraferma crescono le iniziative di risposta agli influencer. Il centro sociale Rivolta ha annunciato che la cena per Giacomo "Jack" Gobbato, accoltellato a morte due anni fa mentre difendeva una donna durante una rapina, si terrà il 22 settembre al parco del Piraghetto: la data e il luogo già scelti da Ferenc Venturelli, noto sui social (dove si fa chiamare "Eterno") per avere recentemente bruciato il Corano, per un'altra azione a favore di smartphone.
La vicenda arriva a Roma. Il leader di Sinistra italiana Nicola Fratoianni ha annunciato sabato un'interrogazione in Parlamento, seguito oggi dal senatore Pd Andrea Martella, consigliere comunale a Venezia: "Non siamo davanti a singole bravate - afferma Martella -. È sempre più evidente il fenomeno dei cosiddetti influencer-vigilantes o influencer del decoro, che strumentalizzano il tema della sicurezza urbana, cercano lo scontro, lucrano visualizzazioni e monetizzano contenuti di stampo razzista e intollerante". Per questo Martella auspica "che anche il sindaco, la giunta e la maggioranza prendano una posizione chiara e netta di condanna ma soprattutto assumano le iniziative conseguenti".
Intanto Europa Verde denuncia un'aggressione a due attivisti durante un banchetto informativo a Genzano, alle porte di Roma, da parte di un esponente della lista civica locale "Genzano torna bella". "Quanto accaduto è gravissimo ed è il segnale di una degenerazione del confronto politico che non può e non deve trovare spazio nelle nostre comunità" sottolinea Europa Verde esprimendo "ferma condanna" per l'aggressione subita dalla consigliera Marta Elisa Bevilacqua e Massimo Andolfi, membro dell'esecutivo di Europa Verde Lazio, che sarebbe stato colpito con un pugno.