// PUNTO INFORMATICO — INTELLIGENZA ARTIFICIALE
AI a scuola: studenti favorevoli, ma gli insegnanti sono preoccupati
Il 76% degli studenti si aspetta di utilizzare l’AI per le attività formative e di apprendimento, l’87% lo fa già almeno una volta a settimana, mentre l’80% degli insegnanti teme che la tecnologia stia entrando nelle aule a un ritmo troppo elevato. È quanto emerge dallo studio Educate to Empower 2026 commissionato da Epson e condotto da Focaldata, pubblicato proprio nei giorni del rientro a scuola.
Il tema è caldo, anche e soprattutto in considerazione del fatto che l’intelligenza artificiale è finita al centro del dibattito pubblico per i rischi associati a uno sviluppo incontrollato. Il suo impiego nell’ambito educativo è senza dubbio un argomento delicato, considerando la fascia d’età interessata e le possibili implicazioni sulla privacy. Non è un caso che alcuni Paesi abbiano già scelto di adottare un approccio restrittivo.
Tornando alla ricerca, un altro dato che emerge e che vale la pena sottolineare è quello relativo al 68% degli insegnanti che attribuisce un impatto negativo sull’apprendimento all’utilizzo dell’AI per fare i compiti. L’81% di loro dichiara di aver notato che gli studenti ritengono di non dover più imparare a scrivere correttamente o a fare le operazioni aritmetiche, perché ChatGPT, Gemini o gli altri sistemi possono farlo al posto loro.
Ancora, il 72% del corpo docente pensa che gli alunni possano ricorrere all’intelligenza artificiale per ottenere voti a cui non hanno diritto, mettendo così in discussione l’efficacia dei sistemi di valutazione impiegati fino a oggi. L’82% di loro vorrebbe ricevere una formazione adeguata per supervisionare l’impiego della tecnologia, il 78% per poterla invece utilizzare in prima persona nel lavoro quotidiano (cosa che accade comunque già da tempo).
Non esiste una bacchetta magica in grado di risolvere un problema che è tale solo se si approccia la questione con un atteggiamento sbagliato. Demonizzare una tecnologia ormai presente ovunque non è certo una strategia vincente, così come forse non lo è proibirne l’uso, al di là delle legittime valutazioni riguardanti minori, privacy e rischi potenziali. Allora, come fare?
Come sempre avviene quando ci si trova di fronte a un cambiamento, è anzitutto necessario comprenderlo. Poi, sviluppare le competenze necessarie a trarne beneficio, senza lasciare che il suo impatto abbia ripercussioni negative su pensiero analitico e critico, creatività, intelligenza emotiva e capacità di risolvere i problemi, tutte qualità che per definizione devono essere coltivate nell’ambito scolastico.
Lo studio Educate to Empower 2026 ha chiamato in causa un totale pari a 3.360 persone, anche in Italia, oltre che nei territori di Regno Unito, Francia, Germania, Spagna e Polonia. Chiudiamo con il commento di Sarah Henkelmann-Hillebrand, responsabile del settore educativo di Epson Europe.
L’intelligenza artificiale si sta sviluppando rapidamente e gli studenti si aspettano di poterla utilizzare: ciò significa che deve essere gestita in modo efficace, con una governance, linee guida e formazione adeguate. Ma è anche importante capire come l’intelligenza artificiale possa migliorare l’esperienza di apprendimento.
Aiutando studenti e insegnanti a creare insieme in spazi di apprendimento immersivi, usando tecnologie come la proiezione insieme all’AI, possiamo rendere l’insegnamento più coinvolgente e collaborativo, aiutando al contempo gli studenti a sviluppare le competenze di cui avranno bisogno per un futuro dominato dall’AI.