// PUNTO INFORMATICO — INTELLIGENZA ARTIFICIALE
UE Kids Act: verifica dell’età per social media in arrivo
Durante la conferenza stampa di luglio, la Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen aveva comunicato che sarebbe stata presentata una proposta di legge sulla protezione dei minori online entro l’estate. Un portavoce ha confermato che arriverà giovedì. Il nome sarà UE Kids Act e dovrebbe includere un divieto di accesso ai social media per i minori di 13 anni.
UE Kids Act farebbe da “complemento” ad altre due leggi già in vigore: Digital Services Act e AI Act. In base alle informazioni ottenute da POLITICO riguarderebbe social media, chatbot AI, giochi online e servizi di condivisione video. Le aziende dovranno offrire una sicurezza per design e un sistema efficace per la verifica dell’età.
La Commissione europea stabilirà restrizioni in base alla fascia di età, alle quali corrisponderà l’accesso a determinati contenuti. Gli utenti con età inferiore a 13 anni potranno usare le piattaforme solo con il consenso dei genitori (che dovranno aprire l’account per conto dei figli). Per gli utenti con età compresa tra 13 e 15 anni sono previsti specifici controlli parentali con divieto di contattare persone sconosciute e limiti di orario (screen time).
Gli utenti con età superiore a 15 anni potranno creare autonomamente un account. Come per Digital Services Act e AI Act, i costi di supervisione verranno pagati dalle stesse aziende e ci saranno sanzioni in caso di violazione della legge. Il problema sarà trovare una soluzione efficace per la verifica dell’età, senza obbligare gli utenti a condividere troppi dati personali.
Dovrebbe essere utilizzata un’app attualmente in test. In Italia verrà probabilmente integrata nell’IT-Wallet, quindi sarà disponibile tramite app IO. Dopo la presentazione del testo inizieranno i lunghi negoziati con Parlamento e Consiglio. Quasi certamente non verrà applicata prima del 2027. Nel frattempo arriveranno leggi dei singoli paesi, come quella della Francia (il governo ha presentato una nuova versione dopo la bocciatura da parte del Consiglio costituzionale).