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Recensione Samsung Galaxy Z Fold 8 Ultra: cambia nome, ma è sempre lui il re dei pieghevoli
Diventa Ultra, ma rimane sempre lui. Probabilmente il re degli smartphone pieghevoli. Scopriamo come è migliorato Samsung Galaxy Z Fold 8 Ultra in questa sua ultima iterazione.
La confezione di questo smartphone è ancora una volta molto scarna. Abbiamo all'interno solo il cavetto USB-C/USB-C per la ricarica.
Dal punto di vista del design questo Galaxy Z Fold 8 Ultra non porta stravolgimenti, rimanendo fedele al modello precedente. Il peso rimane relativamente contenuto con solo 215 grammi, mentre lo spessore diminuisce ancora arrivando a 8,9 millimetri da chiuso e solo 4,1 millimetri da aperto. La vera differenza, soprattutto per chi ha usato un Galaxy Z Fold 7 nell'ultimo anno, è che questo smartphone si apre con una maggiore facilità, grazie al piccolo gradino che c'è sul bordo del dispositivo e che si traduce in una piccola fessura fra le due metà. Non riuscirete ad aprirlo con una mano sola, è ovviamente troppo grande, ma è comunque più comodo del precedente modello.
Lo smartphone rimane resistente ad acqua e polvere secondo lo standard IP48 e abbiamo una protezione Gorilla Glass Victus 2 sul vetro posteriore, che rimane opaco e molto piacevole al tatto.
La rigidità della cerniera è molto buona: una giusta via di mezzo fra soluzioni rigide e morbide che abbiamo provato in questi anni. Lo smartphone, a differenza di Samsung Galaxy Z Fold 8, può rimanere bloccato ad angolazioni intermedie per essere così usato in modi molto creativi (e secondo noi anche molto pratici). Il vero difetto rimane uno: il fatto di essere così stretto da chiuso è sicuramente un vantaggio nell'usabilità quotidiana ad una mano, ma diventa una noia quando è poggiato su di un piano dove il blocco fotocamere lo fa traballare vistosamente (e rumorosamente).
Anche l'hardware è stato aggiornato e abbiamo ora un processore Snapdragon 8 Elite Gen 5 octa core a 3 nanometri, con frequenza massima di 4,74 GHz e GPU Adreno 840. Si tratta ancora una volta del SoC più potente in circolazione nel mondo Android. Questo funziona in accoppiata con 12 o 16 GB di RAM e 256, 512 GB o 1 TB, tutto in veloce tecnologia UFS 4.0.
La memoria non è espandibile, ma lo slot estraibile mantiene ancora il supporto alla doppia nanoSIM, oltre al supporto per la eSIM.
Praticamente perfetta la connettività: 5G, Wi-Fi 7, Bluetooth 6.0, NFC, uscita video USB-C 3.2 e anche il supporto all'ultrawideband. Il lettore di impronte digitali rimane classico integrato nel tasto di accensione sul lato destro: veloce e preciso. Buono l'audio stereo, anche se indubbiamente ci sono smartphone che fanno meglio. Non vi aspettate la potenza e la qualità di un tablet.
Anche il comparto fotografico riceve un upgrade con la lente grandangolare che viene finalmente promossa con un sensore da 50 megapixel e apertura ƒ/1.9. Rimane poi l'ottima fotocamera principale da 200 megapixel ƒ/1.7 e purtroppo non cambia invece la fotocamera zoom 3x, con una risoluzione di soli 10 megapixel. È veramente un peccato trovare ancora una volta questa lente come l'unica fotocamera zoom di questo smartphone. Di fatto "spezza" un po' l'idea di avere uno smartphone Ultra anche nel comparto fotografico.
Nel complesso la resa fotografica di questo smartphone è quella di un buon top di gamma del 2026, allineato con quanto abbiamo visto anche con Galaxy S26 Ultra. È quindi comunque un gradino sotto al livello di dettaglio e naturalezza offerta da alcuni concorrenti premium, soprattutto sul comparto zoom, castrato da un sensore troppo piccolo, ma è comunque un buon compagno per scattare le vostre foto ricordo, anche in vacanza. Le fotocamere interne sono entrambe delle piccole 10 megapixel ƒ/2.2, ma se avrete bisogno di fare degli autoscatti di qualità potrete farlo usando i sensori principali e inquadrandovi nello schermo esterno, aprendo lo smartphone.