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Il 94% degli studenti usa l'Ia ma il 44% la teme, indagine Indire
Il 94% degli studenti utilizza
strumenti di intelligenza artificiale e il 62% lo fa almeno
settimanalmente, l'84% li utilizza anche per attività di studio,
dall'italiano alla matematica, dalla scrittura allo svolgimento
di esercizi; in alcuni istituti il 70-80% degli studenti
dichiara un utilizzo quasi quotidiano della tecnologia digitale,
IA e non solo, circa il 44% teme che l'IA possa portarlo a
pensare meno con la propria testa e il 26% indica nella perdita
del senso critico uno dei principali rischi per il futuro il 54%
chiede che l'intelligenza artificiale rimanga sotto il controllo
umano, il 53% l'ha utilizzata almeno una volta per sfogarsi o
affrontare un problema personale, con una presenza
particolarmente significativa tra le ragazze e gli studenti più
giovani, il 77% utilizza le versioni gratuite dei servizi di IA.
Sono alcuni dei numeri che arrivano dall'indagine "Io e
l'Intelligenza Artificiale" che ha coinvolto 5.342 studenti
delle scuole secondarie di primo e secondo grado, provenienti da
istituti distribuiti sul territorio nazionale che è stata
promossa da Indire e Festival dell'Innovazione Scolastica.
"L'intelligenza artificiale, come tutte le grandi
innovazioni tecnologiche, è un 'farmaco': può essere insieme
cura e veleno. Dobbiamo avere la forza intellettuale di sostare
dentro questa ambivalenza, senza dividerci tra tecno-ottimisti e
pessimisti. I ragazzi hanno ormai in tasca l'accesso pressoché
istantaneo a tutto lo scibile umano: si apre per loro un oceano
di possibilità straordinarie, ma se non imparano a navigare e
non hanno una barca solida rischiano di affondare. E in questo
mare nessuno si salva da solo", è la riflessione proposta da
Mauro Magatti, professore ordinario di Sociologia all'Università
Cattolica del Sacro Cuore, intervenuto questa mattina nella Sala
Nassirya del Senato della Repubblica alla presentazione
dell'indagine.
"Di fronte alla velocità siderale della trasformazione
tecnologica non possiamo pensare che bastino le norme - ha
proseguito Magatti - dobbiamo definire obiettivi etici e
pedagogici chiari e poi avere il coraggio della sperimentazione
dal basso: provare, sbagliare, correggere e soprattutto mettere
in circolo le esperienze migliori. Ma serve anche una scelta
politica: come nell'Ottocento si ebbe il coraggio di investire
enormemente nella scuola pubblica mentre la Rivoluzione
industriale cambiava la società, oggi dobbiamo decidere di
immettere risorse massicce nell'educazione. Questa è una grande
sfida di civiltà".
Il 94% degli studenti usa l'Ia ma il 44% la teme, indagine Indire
ROMA,
14 settembre 2026, 16:32
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