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Xbox Game Pass potrebbe cambiare in peggio con questa novità
Xbox Game Pass potrebbe perdere la caratteristica che ne ha definito l'identità, cioè l'arrivo dei giochi nuovi nel catalogo il giorno stesso dell'uscita. A sostenerlo è Slayven, moderatore del forum ResetEra che in passato aveva anticipato correttamente alcune modifiche ai piani Microsoft, in un messaggio pubblicato nelle ultime ore e ripreso da numerose testate internazionali. Secondo la sua ricostruzione la svolta scatterebbe tra febbraio e aprile 2027, insieme a un rimescolamento completo dei livelli di abbonamento. Microsoft, però, non ha confermato nulla e l'indiscrezione resta priva di una fonte verificabile.
Lo scenario descritto prevede due piani principali: uno con pubblicità a 12,99 dollari al mese e uno senza inserzioni a 19,99 dollari mensili, oppure 239,99 all'anno. Il cloud gaming uscirebbe dal pacchetto per diventare un componente aggiuntivo da 5,99 dollari ogni 25 ore di streaming, mentre il multiplayer online tornerebbe a essere un servizio separato da 10,99 dollari al mese. Si parla anche di un'opzione da 14,99 dollari che unisce catalogo e gioco online e di un piano famiglia a 5,99 dollari in più.
Il confronto con la situazione attuale spiega le reazioni. Oggi Ultimate costa 22,99 dollari dopo il taglio di aprile 2026 che ha corretto il rincaro a 29,99 dell'ottobre 2025, con Essential a 9,99, Premium a 14,99 e PC Game Pass a 13,99; da novembre 2026, inoltre, le ore di cloud sono già contingentate a 15, 10 e 5 al mese a seconda del livello. In pratica, la riduzione di tre dollari ipotizzata dal rumor verrebbe pagata con la rinuncia al beneficio più costoso per Microsoft.
La direzione, se confermata, riporterebbe Xbox al modello dell'era Xbox 360: ricavi trainati dalla vendita dei singoli giochi, abbonamento come catalogo di titoli non recentissimi e accesso al multiplayer venduto a parte, esattamente come faceva Xbox Live Gold. Un primo segnale c'era già stato con Call of Duty, escluso dal day one e destinato ad arrivare nel servizio circa un anno dopo il lancio.
Restano i nodi pratici, e sono parecchi. Fable, atteso il 23 febbraio 2027, è stato promosso pubblicamente come titolo disponibile al lancio nell'abbonamento, così come Clockwork Revolution e State of Decay 3, quest'ultimo riconfermato alla gamescom. Sui forum molti abbonati parlano apertamente di disdetta e chi ha accumulato mesi prepagati chiede di sapere cosa ne sarà del proprio credito. Il punto decisivo, quindi, sarà capire se Microsoft intende onorare gli impegni già annunciati prima di cambiare le regole.
L'eventuale rimozione delle uscite al "day one" trasformerebbe Game Pass da un abbonamento essenziale per le novità a un vasto catalogo per il recupero di titoli storici e produzioni minori. Sebbene questa mossa deluderebbe gli appassionati, risponde a un'urgenza di sostenibilità ormai ineludibile.
Con i costi di sviluppo dei titoli tripla A che superano i duecento milioni di dollari, inserire le vendite iniziali in un abbonamento mensile cannibalizza i ricavi diretti. Dopo acquisizioni colossali come quella di Activision, Microsoft necessita di ritorni finanziari immediati, impossibili da ottenere solo tramite una crescita degli abbonati ormai fisiologicamente stagnante.
Il ritorno all'era Xbox 360 appare quindi una scelta puramente pragmatica. Riportando il focus sulla vendita a prezzo pieno del software al lancio e relegando l'abbonamento a un servizio per il multiplayer e per il catalogo arretrato, Microsoft andrebbe a massimizzare i profitti. Si tratta di un riallineamento al modello tradizionale del mercato, ammettendo di fatto che i grandi giochi necessitano delle vendite dirette per poter sopravvivere.
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