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Fujitsu porta Monaka nel mondo: l'AI può fare a meno della NPU?
Fujitsu ha confermato l'espansione internazionale dei propri chip Monaka, con un accordo di fornitura a Supermicro e contatti diretti con grandi operatori cloud statunitensi. Il produttore giapponese porta così sul mercato globale una piattaforma che affronta i carichi di intelligenza artificiale attraverso la CPU, aprendo un percorso commerciale oltre il mercato nazionale e le applicazioni legate ai supercomputer.
Il debutto della CPU Monaka è previsto in autunno. La versione iniziale sarà priva di una NPU dedicata, ossia l'unità specializzata nell'elaborazione delle reti neurali. È una scelta architetturale precisa: per le operazioni AI il processore utilizzerà le risorse di calcolo della CPU stessa, anziché affidarle a un blocco neurale separato integrato nel chip.
A svolgere questo lavoro saranno le estensioni vettoriali, istruzioni che consentono al processore di applicare un'operazione a più elementi di dati. È un meccanismo utile per i calcoli ripetitivi su cui si basano anche le reti neurali, e rappresenta la strada scelta per la prima generazione. L'assenza di una NPU, da sola, non permette però di stabilire prestazioni ed efficienza rispetto agli acceleratori dedicati.
Sul fronte commerciale, Fujitsu sta cercando clienti anche tra i grandi fornitori di cloud statunitensi, affiancando questi contatti all'accordo con Supermicro. L'interlocuzione diretta riguarda quindi chi gestisce l'infrastruttura su cui vengono eseguiti servizi e applicazioni AI. In un mercato attraversato anche dalla sfida di Etched ai chip NVIDIA, Monaka propone un approccio iniziale centrato sul processore generalista.
La roadmap cambia con Monaka-X, previsto per il 2029: questa variante introdurrà una NPU vera e propria e il supporto a NVLink Fusion di NVIDIA. Fujitsu distingue quindi due tappe tecnologiche: prima l'elaborazione AI tramite istruzioni della CPU, poi l'aggiunta di un'unità specializzata e del collegamento all'ecosistema di interconnessione NVIDIA. La domanda sull'AI senza NPU trova dunque una risposta circoscritta alla configurazione della prima versione.
Il progetto deriva dalle tecnologie sviluppate per Fugaku, il supercomputer giapponese che costituisce il retroterra tecnico dell'iniziativa. Monaka-X ha inoltre già un posto confermato nel prossimo supercomputer di punta del Giappone. Il programma combina così lo sbocco commerciale internazionale con un impiego nel calcolo scientifico nazionale, assegnando alla futura variante un ruolo concreto anche nell'infrastruttura di supercalcolo.
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