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Volkswagen vende Ducati? Confindustria ha un piano per il ritorno in Italia
Confindustria prepara una cordata di imprenditori italiani per rilevare Ducati da Volkswagen. L'obiettivo è tutelare la Motor Valley e la manifattura nazionale.
La mossa per riportare Ducati in Italia? Adesso inizia ad avere un contorno sempre più definito e non appartiene più alle semplici indiscrezioni di settore. Con il Gruppo Volkswagen impegnato a valutare il riassetto delle proprie attività, il sistema industriale emiliano e nazionale ha iniziato a muovere le prime pedine per evitare che la casa di Borgo Panigale finisca di nuovo sotto il controllo di acquirenti esteri.
A tracciare la linea è stato il presidente nazionale di Confindustria, Emanuele Orsini, a margine dell’assemblea pubblica di Confindustria Emilia organizzata a Bologna per la tredicesima edizione di Farete. Rispondendo alle domande sul futuro del marchio, Orsini ha confermato che l’associazione sta lavorando sul dossier già in vista dei prossimi incontri operativi.
L’operazione punta a costruire una cordata di imprenditori italiani in grado di rilevare l’azienda nel caso in cui da Wolfsburg arrivi il via libera alla cessione. Per il vertice degli industriali si tratta di una scelta strategica mirata a tutelare i marchi chiave della manifattura nazionale, al pari di altre grandi partite industriali aperte nel Paese.
L’eventuale disimpegno dei tedeschi affonda le radici nella crisi profonda che sta attraversando l’automotive in Europa. Orsini ha puntato il dito contro l’impatto delle normative comunitarie sul settore, sostenendo che le politiche legate al Green Deal abbiano azzerato i piani di crescita e di assunzione previsti fino a quattro anni fa. La vendita di asset strategici come Ducati servirebbe quindi a Volkswagen per reperire la liquidità necessaria a coprire i costi della ristrutturazione interna.
Nel quadro di un eventuale cambio di proprietà, Confindustria individua un elemento di continuità nella figura dell’amministratore delegato Claudio Domenicali. Il giudizio espresso sul lavoro del manager bolognese è netto. La sua guida viene considerata un punto di forza da confermare anche all’interno di un nuovo assetto societario.
Il destino della casa motociclistica si intreccia con la tenuta complessiva del distretto emiliano delle alte prestazioni, da sempre legato a nomi come Ferrari, Lamborghini e Dallara. Mantenere le decisioni strategiche sul territorio viene considerato un passaggio fondamentale per non depauperare la filiera della Motor Valley.
Accanto all’assetto azionario restano sul tavolo le trasformazioni del mercato. La presidente di Confindustria Emilia Area Centro, Sonia Bonfiglioli, ha ricordato che chiunque rileverà il marchio dovrà affrontare il nodo della transizione elettrica e il progressivo calo di interesse dei più giovani verso la guida tradizionale. Su questo fronte le strutture industriali locali hanno garantito il supporto di risorse ed esperienze per sostenere i futuri piani di sviluppo.
Al momento non sono state presentate offerte formali (a parte le voci circolate sull’offerta di Patritalia) né indicati i nomi dei singoli imprenditori coinvolti. L’indicazione arrivata da Bologna definisce però una posizione chiara. Se il gruppo tedesco aprirà la trattativa per la vendita, la cordata tricolore si farà trovare pronta.