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Il Sole fermò davvero un treno, ma la storia raccontata per 150 anni era sbagliata
Un gruppo guidato da Jim Wild, professore di fisica spaziale alla Lancaster University, ha ricostruito un episodio spesso citato come il primo caso di interferenza solare sulle tecnologie terrestri: una tempesta che ritardò di 16 minuti un treno in partenza da Exeter, nel Devon. L’indagine colloca l’accaduto nel 1848, correggendo una data tramandata nella letteratura e togliendo all’episodio il primato cronologico.
Il punto di partenza è un resoconto apparso su Nature nel 1871. Il testo attribuiva il disturbo elettrico al 1841, indicando persino l’ora locale: le 22:05. Ma un particolare ha messo in crisi questa ricostruzione: la linea ferroviaria interessata aprì soltanto nel 1846, cinque anni dopo la data riportata. Il racconto conteneva quindi un’incompatibilità verificabile attraverso la storia della ferrovia.
Per ricostruire l’accaduto, i ricercatori hanno incrociato registrazioni scientifiche, giornali dell’epoca e documenti d’archivio. Al lavoro ha partecipato Mike Hapgood, esperto di meteorologia spaziale di RAL Space, nell’Oxfordshire, che ha descritto la ricerca come un’indagine dai tratti investigativi. Il confronto fra testimonianze di natura diversa ha permesso al gruppo di ricollocare il ritardo nella cronologia degli eventi.
Con questa correzione, il primo disturbo documentato alle tecnologie elettriche diventa quello registrato sulla rete ferroviaria Midland nel marzo 1847. Exeter rimane comunque fra i primi esempi chiari di attività solare capace di interferire con un’infrastruttura essenziale. Gli archivi conservano anche episodi successivi con conseguenze differenti, come la tempesta solare del 1972 che fece esplodere decine di mine statunitensi in Vietnam.
A Exeter, il disturbo investì la rete telegrafica elettrica utilizzata per il segnalamento ferroviario, attraversata da correnti indesiderate. Il meccanismo fisico riguarda le correnti geomagneticamente indotte: le variazioni del campo magnetico terrestre durante una tempesta possono generare campi elettrici e far circolare corrente nei conduttori. Una perturbazione originata dall’attività del Sole può così raggiungere apparati a terra, interferendo con il loro funzionamento.
Un esempio molto più celebre arrivò nel 1859 con l’evento di Carrington. La tempesta provocò scintille negli impianti telegrafici e interferenze con le alimentazioni a batteria; alcuni operatori ricevettero scosse. A quel punto, chi lavorava al telegrafo aveva già osservato disturbi elettrici associati alle aurore, ma l’intensità dell’episodio superò le esperienze precedenti.
Hapgood sottolinea che le capacità di monitoraggio della meteorologia spaziale sono molto più avanzate rispetto all’Ottocento, mentre le tecnologie da cui dipende la società sono anche più vulnerabili. Reti elettriche, comunicazioni e satelliti possono subire conseguenze diverse durante gli eventi più intensi. Le forti tempeste geomagnetiche del maggio 2024 appartengono alla storia recente di questi fenomeni: ricostruire correttamente gli episodi più antichi amplia la documentazione con cui studiarli.
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