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Tbilisi, prova a vendere un iPhone fatto di gesso: arrestato
Sembrava la confezione di uno smartphone, ma all'interno non c'era alcun dispositivo funzionante: gli agenti vi hanno trovato un oggetto di gesso, sagomato per assomigliare a un telefono. La scoperta è avvenuta in un compro oro di Tbilisi, dove un uomo stava cercando di impegnare il falso prodotto presentandolo come autentico e associandolo a un codice identificativo contraffatto.
Il sospettato è stato fermato durante quello che gli investigatori considerano un ulteriore tentativo di frode. A condurre l'operazione è stata la divisione Vake-Saburtalo del Dipartimento di Polizia di Tbilisi, intervenuta mentre la consegna era ancora in corso. L'apertura della confezione sequestrata ha permesso di verificare immediatamente la natura dell'oggetto: non un telefono, ma un'imitazione in gesso costruita con la forma di uno smartphone.
Le immagini del materiale sequestrato mostrano oggetti dall'aspetto riconducibile a repliche di iPhone. La descrizione ufficiale resta tuttavia più prudente e parla genericamente di imitazioni di telefoni realizzate in gesso. Il punto centrale dell'indagine non riguarda quindi il funzionamento di dispositivi contraffatti, ma l'impiego di semplici sagome confezionate e accompagnate da elementi destinati a farle apparire come prodotti autentici.
Il caso, infatti, non sarebbe limitato all'episodio che ha portato all'arresto. Gli investigatori attribuiscono allo stesso uomo e a un complice la precedente consegna di sei falsi dispositivi presso diversi compro oro. Anche quelle imitazioni sarebbero state presentate insieme a documentazione contraffatta. Le operazioni avrebbero provocato danni economici definiti significativi, anche se non è stato indicato un ammontare preciso.
Nel corso delle attività investigative, la polizia ha sequestrato parte del denaro presumibilmente ottenuto attraverso le consegne già concluse. Tra le prove raccolte figurano inoltre altri modelli di telefoni imitati e documenti di garanzia falsificati. Questi elementi hanno portato gli inquirenti a inquadrare l'accaduto come una condotta ripetuta, composta da più operazioni presso esercizi differenti, e non come un singolo tentativo occasionale.
Il Ministero dell'Interno della Georgia ha comunicato l'arresto il 17 settembre 2026. Il secondo sospettato risultava ancora ricercato al momento della pubblicazione. Le contestazioni comprendono frode ripetuta, tentata frode e produzione o utilizzo di documenti falsi. Il procedimento è stato aperto ai sensi degli articoli 180, 19-180 e 362 del codice penale georgiano, con una pena massima indicata di nove anni.
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