// SMARTWORLD — MOBILE & WEB
Recensione Razer Prio: il controller pieghevole per smartphone che entra davvero in tasca
I controller telescopici per smartphone sono comodi da usare, ma spesso abbastanza ingombranti da scoraggiare il trasporto quotidiano. Razer Prio prova a risolvere proprio questo problema con un design pieghevole che elimina il classico binario rigido centrale e permette alle due metà del controller di richiudersi una sull'altra.
Da chiuso entra realmente in tasca, non richiede batterie o ricariche e si collega direttamente alla porta USB-C dello smartphone. Una volta aperto offre comunque un layout completo da controller, con tutti i comandi principali al loro posto. Il compromesso, inevitabile, è nelle dimensioni di alcuni elementi, soprattutto delle levette analogiche. Ed è proprio qui che si gioca tutta la riuscita del prodotto: capire se la portabilità estrema vale qualche rinuncia sul fronte dell'ergonomia.
La confezione del Razer Prio è essenziale: dentro troviamo il controller e i cuscinetti in silicone intercambiabili, utili per adattare meglio l'appoggio allo smartphone. Nessun cavo, del resto inutile visto che il controller si alimenta direttamente tramite USB-C. La struttura è interamente in plastica e molto leggera, scelta coerente con l'idea di un prodotto da portare sempre con sé, ma senza dare una sensazione di particolare fragilità.
Il meccanismo pieghevole è la parte più interessante. Gli snodi sembrano solidi, la banda piatta in gomma sul retro resta ben tesa e, una volta chiuso, il controller viene mantenuto fermo da un blocco a incastro. Anche una volta aperto la stabilità è buona, a patto di scegliere il cuscinetto corretto per il proprio smartphone. Sullo Xiaomi 15 è bastato un secondo tentativo per trovare quello giusto ed evitare interferenze con il camera bump.
I cuscinetti si inseriscono e si rimuovono facilmente e riprendono una soluzione già vista sui precedenti controller mobile Razer, come il Razer Kishi Ultra o il Kishi V3 Pro XL.
Una volta montato correttamente, lo smartphone resta saldo e ben centrato. Il layout è completo, ma la compattezza si paga soprattutto sulle levette, molto corte e piccole. Curioso anche il comportamento dei dorsali: R2 e L2 sono morbidi e quasi privi di resistenza, mentre i dorsali superiori restituiscono un clic più classico e netto.
Razer Prio si collega direttamente allo smartphone tramite USB-C e non integra né batteria né sistema di ricarica proprio. È compatibile con Android 14 o successivi e iOS 18, supporta smartphone fino a 7 pollici e, almeno sulla carta, è pensato per funzionare anche con molte cover. Nella nostra prova con Xiaomi 15, però, la cover ha creato qualche difficoltà non tanto per lo spessore complessivo, quanto perché il bordo attorno alla porta USB-C impediva al connettore del controller di inserirsi con sufficiente profondità. Abbiamo quindi preferito usarlo senza custodia.
Il controller misura 101 × 67 mm da chiuso e pesa 101 grammi, numeri che aiutano a capire quanto sia compatto rispetto ai Kishi tradizionali.
Il layout comprende due levette capacitive, D-pad a 4 direzioni, pulsanti ABXY, due bumper, due grilletti e quattro pulsanti multifunzione, oltre al tasto dedicato a Razer Cortex Mobile. L'app raccoglie i giochi installati e compatibili e permette di accedere rapidamente alla propria libreria, ma il Prio può essere usato anche con servizi di cloud gaming e gioco remoto come Xbox Cloud Gaming, Steam Link e PS Remote Play.
Non ci sono funzioni particolarmente elaborate, né vuole averle. Il Prio punta tutto su immediatezza e portabilità: si apre, si collega e si gioca. La rinuncia più evidente rispetto ai modelli Razer più grandi è la mancanza della ricarica passthrough, ma in cambio si ottiene un controller molto più facile da infilare in tasca e portarsi dietro ogni giorno.