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Cosa c'è nella leggendaria bibbia di Silent Hill che Konami non vuole farci leggere?
Silent Hill è una delle saghe videoludiche horror più riconoscibili di sempre, grazie al suo mix di ingredienti: nebbia, creature deformi, quel passato difficile da dimenticare.
Insomma, il mix perfetto per un franchise che ci accompagna da anni. Eppure, dietro a ogni nuovo capitolo, ci sarebbe un documento interno capace di raccogliere le regole e gli elementi fondamentali dell'universo creato da Konami. Un documento che, però, il team di sviluppatori non riceve in automatico.
E a confermare la presenza di questa fantomatica "bibbia" è stato proprio Motoi Okamoto, producer di Silent Hill, in un'intervista riportata da Radio Times Gaming. Secondo quando spiegato, Konami possiede un documento che stabilisce cosa debba definire l'identità di Silent Hill, ma preferisce non distribuirlo in modo sistematico agi studi che vengono coinvolti nei vari progetti.
La scelta potrebbe sembrare curiosa, soprattutto per una saga con un mitologia così stratificata. Konami ritiene che gli sviluppatori debbano affrontare una ricerca autonoma, cercando di capire in che modo la città e i suoi simboli possano risuonare con la sensibilità del singolo team.
L'obiettivo, quindi, è quello di permettere a ogni studio di costruire una propria interpretazione dell'orrore, piuttosto che replicare un qualcosa di già noto.
In questa ottica, il futuro di Silent Hill non dovrebbe seguire una direzione unica e prestabilita. Infatti, ogni singolo titolo potrà avere una propria atmosfera, un proprio linguaggio visivo e una diversa idea di paura, pur rimanendo ancorato agli elementi essenziali della saga.
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A Silent Hill lore bible exists... but not everyone's allowed to see it. We spoke to Konami's Motoi Okamoto at Gamescom, and he revealed that the Townfall team were largely left to do their own research and come to their own conclusions about what constitutes Silent Hill. pic.twitter.com/MRyI5XAGVV